“Distorted Fables”

Distorted Fables

Autore: Deborah Simeone
Titolo originale: Distorted Fables (Favole distorte)
Casa editrice: Mondadori
Data pubblicazione: 21 marzo 2017

Qual’è argomento di cui si parla di più? Nei libri, nelle canzoni, nei film? L’amore. Che sia una storia bella, o una storia tragica è sempre l’amore l’argomento. L’amore che sognano tutti di incontrare prima o poi, alcuni ne hanno paura, qualcuno riesce anche a giocare a suo favore. L’amore è in ogni casa.. anche quando manca.

Trama: C’era una volta, in un tempo non troppo lontano, una principessa dai lunghi capelli biondi e dai grandi occhi scuri… Che sia chiaro: la protagonista di questa storia non è la solita principessa delle fiabe. Non è né magra né alta, e neppure bella da far girare la testa. E poi con la gente è spesso intrattabile, dura e spigolosa, proprio come il suo nome, Rebecca. Per lei non ci sono castelli incantati, fatine o scarpette di cristallo, ma un monolocale umido in un condominio chiassoso, e lunghe serate passate in solitudine a guardare serie tv, con in grembo un gatto birmano e nella testa una valchiria-grillo parlante che la sprona a non darsi mai per vinta. Le cose cambiano, però, il giorno in cui Rebecca inizia a lavorare come portinaia in un bel palazzo nel centro di Milano. Qui, nonostante la sua avversione per i rapporti umani, la sua vita si intreccia con quella di alcuni condomini: un settantenne stravagante, ostinatamente aggrappato al ricordo della moglie, una giovane donna devota a un marito che la tradisce neanche tanto di nascosto e una ragazza stregata da un uomo freddo e calcolatore. Tutte fiabe d’amore, e tutte imperfette, come imperfetta è la vita di Rebecca, che ha smesso di credere al “vissero per sempre felici e contenti” nell’istante in cui il suo principe azzurro, anziché salvarla e poi giurarle amore eterno, l’ha mollata senza troppe spiegazioni a un binario della stazione. Ma chissà che Rebecca non scopra, anche grazie ai suoi nuovi amici, che proprio nell’imperfezione si nasconde il segreto per trovare qualche momento di vera felicità…

Nel 2017 il mondo continua ad essere pieno di princispesse, ma un pò diverse. Sono principesse moderne che portano i pantaloni, che hanno lavora, e non sempre sentono il bisogno del Principe Azzurro. A volte per scelta, altre volte perchè dopo aver amato una volta, non credono sia possibile una seconda occasione.

La principessa di questo romanzo è Rebecca, ah che bellissimo nome, mi piace la sua durezza e autorevolezza, dopo che le viene spezzato il cuore rifiuta ogni possibilità di “vissero felici e contenti” e comincia una dura lotta. Ma contro chi? Chi, se non contro se stessa. Nella sua mente nasce una voce, che disturba anche la lettura, perchè si intromette e la sua presenza urta. Urta il lettore, tanto quanto urta Rebecca, che non riesce proprio ad eliminarla. E proprio così impara a conviverci.

Passano gli anni e vediamo Rebecca sempre alla ricerca del perchè la sua storia con Principe Azzurro sia finita così all’improvviso, non capisce dove ha sbagliato. Verrebbe voglia di scuoterla e dirle “Ripigliati! Sono passati ormai un paio d’anni, devi andare avanti. Non hai sbagliato in nessun modo!”. Ma l’amore è così. Ci siamo passati tutti quella sofferenza, che sembrava una corda sul collo con cui la vita ci giocava tirando di tanto in tanto. Non esiste la ricetta di guarigione. Non esiste il tempo giusto. Che siano 5 mesi, o 5 anni. E non c’è davvero modo di aiutare un cuore spezzato a guarire, tutto dipende da noi stessi. E una volta usciti dal tunnel, è sorprendente, sorridere non fa più male, anzi riusciamo proprio a ridere di noi stessi se ci voltiamo a guardare a quanto siamo stati male. Ne portiamo le cicatrice, ma non c’è più davvero quel dolore. Forse è come il dolore del parto? Si dice che una volta partorito, dopo un paio di giorni, la donna dimentica il dolore provato. Forse la stessa teoria vale anche per il cuore spezzato, una volta superato del tutto il dolore.

“Puoi avere un uomo, puoi avere l’amore, ma un’amica a cui raccontare tutto e da cui essere capita al cento per cento è più difficile da trovare rispetto al grande amore.”

Quindi in questo romanzo assistiamo alla lenta guarigione di Rebecca, ma il romanzo non è la classica storiella di un amore finito, è ben scritto. Il romanzo è pieno di personaggi a cui ci si affeziona. Impossibile non provare affetto per il vecchio signor Parini. Veramente un personaggio che colpisce con la sua tenerezza. E cosa dire della, inizialmente fastidiosa, Crimilde? Una guerriera senza quale non potremmo mai farcela.

La storia scorre, e le pagine sono piene, ti saziano e ti lasciano sodisfatto.
Secondo me ottimo debutto per l’autrice.

Copertina: Me ne sono innamorata appena l’ho vista! E’ così “distorta”!

Curiosità: Deborah Simeone nasce su una pagina di Facebook, infatti il suo libro porta il nome della pagina con cui è diventata famosa. Dopo Susanna Casciani con il suo libro “Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore”  è un’altro piacevole sogno che si avvera . Sono veramente felice vedere i sogni che diventano la realtà.

P.s. – inizialmente ho pensato molto al romanzo “L’eleganza del riccio”, perchè entrambe le protagoniste sono portinaie, amanti dei gatti, del caffè/tè.. ah beh, e tutte due scorbutiche, senza peli sulla lingua. Chissa che Rebecca se continuasse a mugugnare, non possa diventare Reneé, solo leggendo il romanzo lo si scoprirà.

 

“Il morbo di Haggard”

il morbo di haggard
Autore:
Patrick McGrath
Titolo originale: Dr Haggard’s disease
Casa editrice: Gli Adelphi
Anno pubblicazione: 1993 in originale, nel 1999 in italiano. La mia edizione è del 2002.

 

Trama: Londra 1940. Mentre nel cielo incrociano gli aerei tedeschi, il dottor Haggard riceve la visita di James Vaughan, un giovane aviatore che gli si presenta con una frase letale: “Credo che lei conoscesse mia madre”. Strappato di colpo alle sue fiale di morfina e al culto feticistico di una donna perduta per sempre, Haggard intraprende una lunga, tormentosa confessione, raccontando per la prima volta la vicenda che tre anni prima ha distrutto la sua vita.

Oh, di lei gli è rimasto solo il dolore.
Il protagonista del romanzo Edward Haggard s’innamora perdutamente di una donna.. Di una donna decisamente sbagliata. Non avrebbe mai pensato di mettersi in mezzo ad un matrimonio, ma anche lei lo desiderava ed è in questo modo che furono sconvolte più vite.

Un amore feroce e claustrofobico, consumato fra stanze in penombra, strade immerse nella nebbia, teatri d’anatomia popolati dai fantasmi di un’ossessione.

Il romanzo si presenta come una lettera, che Edward scrive ad un giovane pilota che gli si presenta in ambulatorio, James, un giovane che lui riconosce subito, perchè l’assomiglianza alla donna che ha tanto amato è incredibile. E con questa lettera gli confessa quello che era successo a malappena tre anni prima, di come incontrò sua madre, di come si amarono, e di come il padre scoprì tutto. Tutto quello che era rimasto a Edward erano solo i ricordi di lei, e Spike. Spike. Che riusciva tenere a bada solo con la morfina.

Capii che la nostra relazione mi avrebbe influenzato e probabilmente segnato nel profondo per tutta la vita e, stando così le cose, scelsi liberamente di non dimenticare… Perchè l’amavo. E questo non sarebbe mai cambiato.

Le pagine sono piene d’amore, amore che Edward non ha mai smesso provare per la sua amata, nonostante l’avesse perduta per sempre. Le pagine sono piene di dolore, perchè se all’inizio aveva pensato di poter andare avanti, di ricominciare la sua vita, dopo si arrese e capì che non avrebbe mai amato nessun’altra donna.
L’incontro con James, nonostante forte ricordo della madre, lo fa stare bene. James diventa quasi una luce in fondo al tunnel. Ma è destinato a perdere anche lui, e se ne rende conto presto, e soffre ancora una volta. Sente di perdere la sua amata un’altra volta.

“L’amico ritrovato”

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Autore: Fred Uhlman
Titolo originale: Reunion
Casa Editrice: Feltrinelli
Data pubblicazione: 1971
Data pubblicazione Italia: 1986

Curiosità: La prima pubblicazione in italiano del romanzo di Fred Uhlman risale al 1979, pubblicato da casa editrice Longanesi, col titolo “Ritorno”.

Trama: Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. Uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Riuscirà a non essere spezzata dalla Storia? 

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Tenero ricordo di un’amicizia che ha segnato la vita del protagonista, la voce narrante in questo piccolo gioiello. E’ un grande omaggio all’amicizia, che in questo romanzo si vede così pura e innocua, come ormai è raro incontrare. Entrambi protagonisti ne sono emozionati e intimiditi, orgogliosi e spaventati di quello che li lega. Che oggi, nel 2016, potrebbero essere scambiati per una coppia, perchè oggi, l’amicizia è diversa. Ma anche l’amicizia del 2016 rischia di spezzarsi per stessi motivi dei nostri due protagonisti – la GUERRA.
amico ritr-itLa differenza fra i due, piano piano viene bruttalmente a galla, e sconvolge le due vite innocenti. Tanto da portare la rabbia. E di conseguenza separarli definitivamente, per tanti anni, in cui l’orgoglio di uno faceva che non cercasse l’altro. L’ultima frase del libro fa mancare il fiato.

 

Film: Il film è del 1989, in bianco e nero. Segue molto bene il libro, le differenze che ci sono non distrurbano più di tanto alla storia originale scritta.

“Niente” Janne Teller

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Autore: Janne Teller
Titolo originale: Intet
Casa editrice: Feltrinelli
Data pubblicazione Danimarca: 2000
Data pubblicazione Italia:
2004 e 2012

Inizialmente in Italia il libro fu pubblicato con il titolo “L’innocenza di Sofie”, subendo una grande censura. Ma dopo tante polemiche il libro è riuscito ad ottenere il successo nel mondo, e la Feltrinelli lo ripubblicà così cos’è : crudele.

Trama: “Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa” dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All’inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l’indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un’escalation d’orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Come una favola moderna, Niente mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l’innocente crudeltà dell’adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.

Che senso ha la nostra vita? Ce lo domandiamo più volte nella vita, a cui pochi hanno trovato veramente la risposta. Ci facciamo questa domanda già da piccoli, senza comprende il peso della domanda, e a quell’età troviamo anche facilmente la risposta. Possono essere le scarpette che desideravamo tanto, oppure la nostra bicicletta, oppure il nostro animale domestico. Crescendo il senso della vita lo trasformiamo nell’obbiettivo, per cui lottiamo nel raggiungerlo. niente_innocenza
I protagonisti del romanzo vengono stravolti dal loro compagno di classe Pierre Anthon, perchè lui ha capito che niente ha senso, e quindi tanto vale non fare nulla. Ai compagni non piace questa teoria, non gli piace pensare che tutto è senza senso, è così, quasi per gioco, nasce “La catasta del significato” dove ognuno mette quacosa che abbia senso per lui o lei. Si comincia con le scarpette, orecchini.. Tutto comincia con leggerezza, ma piano piano si trasforma in una terribile tragedia.  Per ennesima volta sorprende la crudeltà adolescenziale. Nonostante i protagonisti ad un certo punto cominciano a capire di esagerare, nessuno si ferma “Per quanto possa essere terribile la richiesta, io l’ho fatto, e quindi lo devono fare anche gli altri”, e così si perde totalmente il controllo, e tanto belli orecchini diventanto importanti tanto quanto tagliare un dito del proprio compagno.

Impossibile non pensare al libro  “Il signore delle mosche” di William Golding, entrambi parlano di adolescenti che perdono il controllo,e non se ne accorgono della crudeltà che mettono in atto. Ma la scrittura di Teller è più leggera, e scorrevole rispetto a quella di Golding.

La domanda che si sono posti molti è  “Faresti leggere questo libro a tuo figlio?” Credo proprio di si, sopratutto ora, nel 2016, dove gli adolescenti sono veramente cattivi, ma vorrei leggerlo insieme, poterne parlare, perchè questo libro – il senso ce l’ha!

Non facilmente dimenticherò questo libro.

Da leggere!

“La libreria delle storie sospese”

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Autore:
Cristina Di Canio
Casa editrice: Rizzoli
Data pubblicazione: Maggio 2016

Impossibile resistere a questa copertina. Credo che rappresenti ogni lettore – sognatore.
Come lo è un pò questa storia, come lo la ragazza che l’ha scritto.

Trama: Sprofondata nella sua poltrona, tra gli scaffali che profumano di carta, Adele osserva il via vai che affolla la libreria. Questo luogo magico dalle pareti lilla, nascosto al confine tra la Milano delle boutique e i condomini affollati della periferia, è piccolo e accogliente, ed è solo per chi vuole davvero trovarlo. Proprio come è successo ad Adele che, da quella mattina di tanti anni prima, torna ogni giorno dalla sua amica Nina. Occhi intensi e sorriso grande, la giovane libraia si muove sicura nel caos che soltanto lei conosce e, ogni volta che un viso nuovo varca la soglia del negozio, gli va incontro travolgendolo con la sua energia.
Qui, tra i sogni, le storie si moltiplicano. Da quando un cliente ha avuto l’idea di lasciare un libro in regalo per l’avventore successivo, , il locale si è riempito di persone. Così tutti hanno almeno una storia da regalare agli altri e tutti vogliono lanciare un messaggio, parlare, incontrarsi. E, magari, anche innamorarsi. Perché, a volte, per la felicità bastano tanti romanzi ancora da leggere e un uomo, anche sconosciuto, che ti canti canzoni d’amore; Nina, che con i libri è cresciuta, lo sa bene. E forse anche lei, che ha appena interrotto una storia importante, è pronta per vivere un nuovo sogno…

E’ proprio con gli occhi di Adele che leggiamo il libro. Adele, una grande lettrice, dalla sua potrona ci fa conoscere Nina, la giovane libraia. E come spesso succede alle persone di una certa età parlando di una cosa, comincia a parlare di un’altra. Vedendo le cose che succedono a Nina, Adele fa i salti nel passato e parla della sua vita. Ed è proprio questa la storia bella del libro. Ci racconta di come tutto era diverso, di come è stato difficile abbandonare il Sud, per trasferirsi a Nord, alla ricerca del lavoro. Ma di come è stata fortunata in amore, perchè con Domenico si sono amati per davvero, hanno lottato per migliorare la loro vita, hanno avuto tre belle figlie, che poi in modi diversi le hanno perse, e quando c’era da soffrire hanno sofferto rimanendo sempre uniti, fino a quando Adele non è rimasta sola. nuvole.jpfProprio per questo col tempo si è legata ancora di più a Nina, così giovane, solare e sempre ottimista. Tutto quello che desiderava Adele è vedere finalmente Nina serena e felice, solo dopo avrebbe potuto andarsene. Ma siamo nel presente, dove per avere un’attività bisogna avere tanto coraggio, tanta pazienza… e un pò di fortuna. Poi se parliamo di librerie le cose si complicano ancora di più. Ma la giovane protagonista ci crede, ogni tanto si abbatte, ma non molla. Proprio grazie alla iniziativa dei  “Libri sospesi” le cose cominciano andare meglio nel negozio, creando curiosità e tanto fascino da questo gioco. Qualcuno prova anche ad innamorarsi. E Nina è testimone di tutto. Nina che è come altre donne, anche lei alla ricerca della propria felicità.

“Non mi sono mai sentita inadatta per un  libro, troppo giovane, troppo vecchia, troppo colta o troppo ignorante per iniziare un romanzo o un saggio. E’ vero, a volte ho fatto fatica con certi testi e ne ho trovati stupidi altri, ma mai per un momento mi ha sfioriato il dubbio che la mia posizione sociale o il mio titolo di studio potessero impedirmi di perdermi tra le pagine” 

Una lettura piacevole e scorrevole. A tratti malinconica, a tratti divertente, come quando Adele prende dei vecchi libri e mette sul bancone delle novità.
Sono stata decisamente colpita dal personaggio di Adele, qualcun’altro potrebbe parlare di Nina, delle sue sfortune in amore, della sua forza (che io ammiro tanto), ma Adele.. Beh, Adele, mi ha commosso tanto. Ad un certo punto c’era qualcosa che non mi quadrava nella storia, ho cominciato ad avere dei sospetti e quando finalmente l’ho capito, ero felice di dover affettare le cipolle per preparare la cena.

“Regalare un libro che ami a qualcuno che sa apprezzarlo quanto te, che si perde dentro come hai fatto tu, che soffre, ride, piange, si innamorato con la stessa potenza che ti ha travolta, è un’esperienza esaltante. C’è un legame speciale tra i cultori degli stessi romanzi.
Allo stesso modo, però, lasciare pafine amate a chi non le apprezza, a chi le trova noiose o vuote, a chi non riesce a capirne e carpirne il segreto, è frustante. Al punto che, spesso, anche le pià grandi amicizie possono vacillare quando scopri che qualcuno che stimi ha detestato “La casa della moschea” o ha abbandonato “Anna Karenina” dopo solo dieci pagine.” Adele
(Io ho abbandonato “Anna Karenina” dopo 400, non ne potevo più!)

Curiosità: L’autrice del libro Cristina Di Canio, come la protagonista Nina, ha lasciato il suo posto fisso, e ha seguito il suo sogno, perchè i sogni bisogna sempre seguirli, e ha aperto la libreria a Milano, dove veramente ci sono i “libri sospesi”. Su Instagram la troverete come “Scatola Lilla” .

“Al solo pensiero di un segno indelebile sulla pagina di un libro mi sento mancare. Un tratto di matita è tutto quello che concedo a chi vuole segnare un passo particolarmente significativo. Ma la brutalità della penna, del pennarello, dell’inchiostro che attraversa le pagine porose, con il rischio di macchiare, no, non riesco a tollerarla.” Adele

Ah, come ti capisco Adele! Nessun rispetto per i libri.

Incontro esclusivo con Wulf Dorn.

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Questo incontro è stato organizzato dalla Casa Editrice Corbaccio, che si occupa dei libri di Wulf Dorn, in Italia. Ormai tra autore e casa editrce c’è un forte legame, e appena l’autore pubblica il nuovo libro in Germania, la casa editrice italiana si mette subito al lavoro, senza far aspettare tanto i fan, che sono sempre affamati delle storie di Wulf.
In occasione della pubblicazione del ultimo libro “Incubo”, Corbaccio ha invitato l’autore a Milano per due giorni per la promozione del libro, e per dare l’opportunità ai lettori di incontrare l’autore e farsi autografare il libro. Tra gli appuntamenti c’era anche un inconto esclusivo per i blogger, a cui ho potuto partecipare, e mi sento onorata.

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L’incontro si è svolto in casa editrice, il 30 maggio. Per me è stata la prima volte, mentre le altre ragazze, blogger, che ho incontrato erano già molto più esperte di me in questo. Ero emozionata, tesa. Spaventata, e felice. A rilassarmi inconsapevolmente hanno aiutato due ragazze del blog Mangia pagine che erano allegre e sorridenti. Poco dopo l’arrivo di Wulf, ci hanno accompagnato in sala, dove ci siamo accomodate tutti intorno ad un tavolo, insieme all’autore. Ed è cominciata l’intervista.

Wulf Dorn è una persona gentile, divertente, e come dice lui timido, però non esita a guardarti per bene negli occhi, non uno sguardo fugace. Occhi intensi, e se tu lo becchi che ti osserva ti regala un sorriso 🙂
Sono state fatte molto domande, sull’ultimo di caso di Simon, dell’ultimo romanzo “Incubo”, e delle abitudine dell’autore. Su che musica ascolta mentre scrive, su quali autori lui ami, e l’hanno ispirato. Ha nominato Neil Gaiman, Stephen King e suo figlio Joe Hill, di cui sta leggendo proprio in questo periodo il libro, e che apprezza. Alla domanda quale libro l’avesse terrorizzato più degli altri, risponde con un titolo tedesco, e racconta la paura provata. E mentre l’interprete ci fa la traduzione, Wulf fa un ricerca sul suo telefonino, dopo di che si spiega che non si stava annoiando con noi, ma ci teneva dirci il titolo originale del libro: Lost Hearts. Cuori strappati(Dalla mia ricerca ho trovato solo un libro con questo titolo di M.R. James che era uno scrittore, ma anche storico, medievista britannico. Famoso per i suoi racconti sui fantasmi. Molti scrittori, tra cui già nominato Stephen King, si reputano gli alunni di James. “Lost Hearts” è un racconto che fa parte di “Ghost Stories of an Antiquary” pubblicato nel 1904. In Italia è stato pubblicato da Bompiani con prefazione di Dino Buzzati (che ha creato anche la copertina del libro). Ci informa che è alla fine del nuovo libro, manca poco e lo darà al suo editore tedesco. Incuriosisce tanto, ma non ci svela tanto, scopriamo solo che ci saranno i bambini. Si parla delle favole che conosciamo tutti, di come sono oscure e spaventose, ma da sempre vengono pubblicato, e sopratutto lette ai bambini. Alla domanda se ha mai pensato di scrivere qualcosa di diverso, sorprende tutti parlando che gli piacerebbe scrivere un libro di cucina. Di cucina italiana. Vorrebbe girare tutta l’Italia, per assaggiare i piatti di ogni regione.

L’incontro dura quasi 2 ore, e una parte viene ripresa e trasmessa in diretta su Facebook, il video si può trovare nella pagina di Corbaccio . Dopo di che, finiamo l’incontro con le foto e autografi. Mentre ci prepariamo alla foto con l’autore, lui fa la foto a noi.

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E’ stata una giornata stupenda e unica.

“Incubo” di Wulf Dorn

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Titolo originale: Die nacht gehört den wölfen
Casa editrice: Corbaccio
Data pubblicazione: Maggio 2016

Appuntamento ormai fedele con questo autore. Questa volta ringrazio la casa editrce Corbaccio per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il romanzo. Per quasi tutto il mese di maggio ho avuto “il blocco da lettore”, finchè non è arrivato questo splendido regalo. Mi tuffai subito nella lettura. Nel frattempo il 26 maggio il libro è uscito nelle librerie italiane.

Trama: Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso, ma da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. Oscuro, inquietante, avvolgente.

Sembrerà incredibie, ma questo libro ho letto nella versione digitale, ed era la mia prima volta! Solo Wulf è riuscito a tenermi incollato allo schermo.

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Come sempre un caso psichiatrico interessante, e alla fine mi ha messo anche un pò di tristezza. Una vita spezzata in questo modo. Nonostante avessi trovato in sè il romanzo un pò debole rispetto agli altri ( “La psichiatra” rimane tutt’ora il mio preferito, non solo del autore, ma è nella mia top 5 generale), il finale mi ha appassionato tantissimo. Durante la lettura, conoscendo bene l’autore, facevo le mie ipotesi, cercavo di scoprire il caso. E devo dire che ho preso in pieno! Anche se ammetto di essere quasi cascata in quello che l’autore voleva mostrare per un’altra storia.

Ho trovato anche un pò più thriller questo romanzo, la sparizione prima di una ragazza, poi incidente di un’altra. Indizi, sospettati. Fino alla dura verità.

Piccolo Simon, da sempre difficile, dopo l’incidente ancora di più, si ritrova in una casa non sua, una scuola nuova che deve presto cominciare, il fratello maggiore sempre più distante. Non riesce proprio a capire come tutte le persone gli si voltono contro, lo abbandonano. Lo lasciano solo, ai suoi incubi. foto(1)Mentre la vita di tutti gli altri bene o male va avanti, la sua sembra sia fermata.
Non ho amato particolarmente Milena, la fidanzata del fratello. Alla fine il suo comportamento veramente è… sbagliato. E meno male che voleva studiare la psicologia.

E come sempre, mi ha fatto paura. Leggendo le pagine della storia che si svolgeva nel albergo, ormai abbandonato, ho alzato gli occhi dal libro e ho ascoltato attentamente i rumori della casa, dubitando di essere veramente sola, che non ci fossero gli occhi che mi osservassero.

Curiosità: Per la prima volta la casa editrice italiana segue la copertina originale!
Il titolo tradotto dal tedesco dice “La notte appartiene ai lupi”.