“Storie della buonanotte per bambine ribelli”

storie della buonanotte per bambine ribelli
Autore:
Francesca Cavallo e Elena Favilli
Titolo originale: Goodniht stories for rebel girls
Casa editrice: Mondadori
Data pubblicazione: 6 marzo 2017

Piano piano questo libro sta entrando sempre in più case. Inizialmente l’ho notato sui social, poi ho visto veramente tantissime copie nella libreria di Mondadori. Poi lessi la polemica fatta dalla scritrice Michela Murgia. La quarta volta l’ho preso senza pensarci.

Questo libro è straordinario, un piccolo gioello. Molti lo comprano per i propri figli, io l’ho preso per ME, eppure anche il mio compagno non resiste al fascino di questo libro. E quante volte quante volte avrei voluto fargli leggere qualche libro a me piaciuto, ma c’è mai stato nulla da fare. Invece adesso sono due sere dopo lavoro che mi chiede di leggere almeno un paio di pagine, e quando legge, a parte che non resisto a fargli qualche scatto, la cosa che mi emoziona e sentirlo esclamare “Ma dai!” oppure “Wow” in una storia o in un’altra.

“Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie” Michaela DePrince

Questo piccolo grande libro oserei definirlo grande protesta contro il maschilismo, che ancora nel 2017 abbiamo, per quanto assurdo possa sembra. Nonostante le donne d’oggi portino i pantaloni, guidino l’auto e hanno il diritto di voto ancora sentiamo dire “Ma sei una donna, ed è una cosa da uomini!”. La domanda è: chi l’ha deciso?

E’ un libro da regalare ad ogni bambina che cresca credendo in se stessa e nei suoi sogni. Che deve sapere che anche se cade, si deve rialzare e andare avanti. Non si deve abbattere mai.
E’ un libro per i bambini che crescano sapendo di non essere in nessun modo superiore alla bambina, sua amicha in asilo o scuola. Che la donna deve essere rispettata, e al posto di farla cadere, porgerle la mano per aiutare a rialzarsi.
E’ un libro che deve avere ogni donna, ogni sognatrice perchè deve sapere che può farcela!
E infine, è un libro anche per gli uomini.. forse un pò per fargli vergognare.

“Sopratutto, non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì” Rita Levi Montalcini

100 vite di donne straordinarie è pieno di donne da tutto il mondo, di tutte le religioni e di tutti i colori e di tutte le età. E’ stato sorprendente per me trovare alcune protagoniste molto più giovani di me, alcune sono minorenni.

Le Donne devono sapere di essere libere, devono sapere che possono essere tutto quello che vogliono!

Per completare la bellezza del libro, ogni storia è accompagnata dal ritratto del personaggio di cui si legge. Disegni tutti molto belli, impossibile non innamorarsi.

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“Mangia Prega Ama”

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Autore:
Elizabeth Gilbert
Titolo originale: “Eat, Pray, Love: One woman’s search for everything across Italy, India and Indonesia.
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2007 (orig. 2006)

Non mi stancherò mai di ripetere che ogni libro ha un suo momento. Sono sicura che se avessi provato a leggere il libro subito dopo l’acquisto (che risale a 2 anni prima), non sarei nemmeno arrivata a metà della storia.

Trama: Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia, dove impara l’arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l’Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. “Mangia prega ama” è la storia di un’anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.

Questo libro è l’esperienza personale dell’autrice, è il suo viaggio, e tutto viene narrato in prima persona, con la sua voce. Di come si è persa nel difficile divorzio, e di come ha deciso di ritrovarsi in questo viaggio di un anno, diviso in 3 parti. eat_pray_love_cover

Credo bisogna essere un pò persi come la protagonista, per apprezzare davvero il libro, non dico vivere lo stesso divorzio, ci si perde in molti modi.
Io? Beh si, io mi sono sentita ad un incrocio con 4 direzione diverse e totalmente confusa. Dopo il libro non dico di aver trovato la mia strada, però ho viaggio insieme a Liz, e ho trovato tante cose belle all’interno. Ho sottolineato veramente tante cose.

“E’ meglio vivere la propria vita in modo imperfetto piuttosto che vivere in modo perfetto l’imitazione di quella di un altro.”

Ogni parte della storia, suddivisa in 3 paesi ha un suo perche.
mangia-prega-ama_vintageLa prima parte è Italia, e noi ovviamente vediamo tutto con gli occhi un pò diversi, magari da un lettore americano o tedesco. Tutto ciò che Liz racconta a noi ci è famigliare. Alcune volte potrà anche sembrare un pò esagerato. Ma non bisogna scordare che le cose che ha vissuto Elizabeth, le ha vissuto da cittadino straniero, ed è ovvio che tutto è molto più grande ai suoi occhi, ciò che ormai è banale ad ogni italiano, come un piatto di pasta al pomodoro. L’autrice fa la turista nel nostro paese, mostra l’Italia ad altri lettori di tutto il mondo, raccontando le meraviglie storiche, il cibo e il popolo romano.
La seconda parte è India, dove viviamo insieme alla protagonista in un ashram e la seguiamo nel suo percorso spirituale, che non è per nulla facile. Non è assolutamente facile spegnere i mille pensieri che abbiamo e meditare. E se un pò in Italia Liz si è rilassata e divertita, qui i demoni tornano a tormentarla, i sensi di colpa, il sentirsi imperfetta.

Cerchiamo la felicità senza sapere che è a portata di mano, siamo come il mendicante della parabola tolstojana, che passa la vita seduto su una pentola piena d’oro, chiedendo l’elemosina a ogni passante… E ingoriamo che la nostra ricchezza – la nostra perfezzione – è già dentro di noi. Ma per rivendicarla, dobbiamo abbandonare l’incessante lavorio della mente e dei pensieri egoistici.”

E infine il nostro viaggio termina in Indonesia, dove vediamo la protagonista vivere la serenità che ha trovato in India, conosciamo insieme a Liz delle persone a cui ci affezioniamo. E quando si è sul punto di ritornare alla vita di sempre, quando incontriamo quello che potrebbe essere l’amore vediamo come esso fa ancora paura. Paura di ripetere gli stessi errori e non voler soffrire, come esso in poco tempo fa perdere l’equilibrio, acquisito con molta fatica. Ma l’amore non deve far perdere sempre la testa? Meno male che c’è il saggio Ketut che dice:

“Qualche volta perdere l’equilibrio per amore fa parte di una vita ben equilibrata.”

Bisogna ricordarlo sempre. E non smettere mai di cercare la felicità. Perchè si, la felicità la si cerca.. e la si trova anche. Per felicità bisogna lottare. “La felicità è il resultato di uno sforzo”.

Una volta finito il libro, guardo la foto dell’autrice e mi trasmette tanta serenità, e gioia. Si, gioia, con quei occhi così vivi.

FILM: E’ un film del 2010, dove la protagonista ha il volto di Julia Roberts.
Secondo me il film è fatto bene, segue abbastanza fedele il libro, a parte il finale, la parte in Indonesia ha un pò di cambiamenti, che non ho gradito, sopratutto qualcosa nel finale.

“Qualcosa” di Chiara Gamberale

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Autore: Chiara Gamberale
Casa editrice: Longanesi
Data pubblicazione: 9 febbraio 2017

Trama: La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo. Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna? Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura». Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo. Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

Ed eccolo qua, il nuovo libro di Chiara. Inizialmente, quando si è saputa la trama, rimasi un pò preoccupata, ma alla fine credo che abbia superato se stessa. Sui social l’autrice si è detta molto ansiosa di che impatto potresse avere sui lettori. Sono passate le prime 48 ore, e credo che la critica lo stia prendendo molto bene.

E’ uno di quei libri che vorresti in un posto speciale, con altri libri speciali, quel angolino che ti scalda il cuore, quel angolino dove fai pace con il tuo vuoto.

Cercano l’amore per non rimanere soli. Per farsi riempire lo spazio vuoto.

La storia è scritta divinamente e affronta con delicatezza tanti argomenti. La protagonista del romanzo è Qualcosa di troppo, già solo il nome fa capire tante cose, con caratterino troppo in tutto e per tutto. Che con la perdita della madre, Una di noi, scopre di avere un buco dentro, che il suo cuore sembra scomparso, che è rimasto solo il vuoto. Una esperienza sconvolgente per qualsiasi umano, ma Qualcosa di Troppo non sa come comportarsi, non capisce più nulla, il dolore che sente è troppo,e così durante il funerale fugge via dal castello. E camminando senza destinazione si imbatte in un altro personaggio  del romanzo Cavalier Niente, così diverso da Quacosa di Troppo da farla quasi impazzire, ma ciò che lui le dice le rimane impresso nella mente, ed è così che lei si lega a lui, e rimarranno in contatto per tutto il romanzo.

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Ci sarebbe tanto da dire, ma non posso raccontare tutta la storia. Questa storia merita di essere letta.

Ci si riconosce molto nelle esperienze di Qualcosa di Troppo, dalla perdita di una persona cara e un dolore troppo grande, che copre tutto. E dal vuoto che si crea e rimane per tutta la vita con noi, ma sopratutto di come ognuno lo cerca occupare, qualcuno facendo mille cose, qualcuno riempiendole di persone che capitano lungo la strada. Chiara affronta vari argomenti con molta delicatezza.  Come vuole mostrarci anche troppo l’uso dei social, in questo caso abbiamo Smorfialibro, e non c’è bisogno di dire a cosa si riferisca. Di come la vita virtuale ruba la vita reale. I rapporti fra uomini e donne, di come si confonde la felicità, acceccati dal momentaneo innamoramento, ma sopratutto di come la donna dimentica se stessa, vivendo la felicità con un compagno, solo perchè esista questo compagno.

L’amore, se proprio dobbiamo usare questa parolona, non è qualcosa che deve risolvere i nostri guai. Anzi, di solito, per quello che non-so, è ualcosa che i guai li aumenta.

Vorrei chiudere con una domanda bellissima:

“Pensa a com’è fatta la bottiglia. La sua parte più importante qual’è?”

La risposta è nel libro 😉

P.s. – questo libro mi ha ricordato molto “La principessa che credeva nelle favole”. Insieme a “Qualcosa” fanno parte dei libri che possano aiutare le donne.

“Il libro di Baltimore” Joël Dicker

il-libro-dei-baltimoreAutore: Joël Dicker
Titolo originale: Le livre des Baltimore
Casa editrice: La nave di Teseo
Data pubblicazione:
29 Settembre 2016

Copertina: Non ricorda “La verità sul caso di Harry Qubert”? A me sì. Ed anche qui, c’entra poco con la storia.

 

Trama: Sino al giorno della Tragedia, c’erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest’ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di La verità sul caso Harry Quebert. I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c’è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l’amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?

Un libro di 600 pagine spesso fa paura. Ma Joèl Dicker è veramente bravo con le parole, ti trascina nel vortice della storia con il suo semplice modo di raccontare le cose. Anche se in questo caso, forse qualche pagina poteva risparmiare, un pò troppo prolungata è la storia.

Nonostante i salti temporali nella storia, il lettore non si confonde, e segue bene ogni momento che gli viene raccontato, confidado. E “Il giorno della Tragedia” che si presenta sin dal inizio, nella storia forse si ripete un pò troppe volte, tiene incollato al libro, perchè nonostante il personaggio di Marcus sappia esattamente cosa sia successo quel giorno, non lo svela fino alla fine. L’attesa è talmente tanta, che forse quando succede, delude anche un pochino…perchè abbiamo aspettato veramente tanto.

Viene raccontata perfettamente l’adolescenza di Marcus con i suoi cugini Hillel e Woody. Spesso troviamo solo Hill e Woody, e il loro passato. Di come Woody entra a far parte della famiglia Goldman (di Baltimore). Dei probelmi a scuola (il bullismo e di come tutto viene ignorato dagli adulti della scuola, dei bambini che non dicano nulla per difendere). Di hobby. Di primi amori e prime gelosie.I personaggi sono tutti belli, e ben descritti, ci si affeziona a tutti. Ma il continuo “Il giorno della Tragedia” a me personalmente ha costretto di dubitare di ognuno, per poter capire in anticipo cosa possa essere successo.

Il finale lascia tanta tristezza, e amarezza per alcuni comportamenti, inutili gelosie e ancora una volta – tristezza. Come è facile spezzarsi.

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“Quattro giorni dopo”

quattro-giorno-dopo1Autore: Sarah Lotz
Titolo originale: Day four
Casa editrice: Editrice Nord
Anno pubblicazione: 2016 (originale 2015)

Da sempre amante dei film – tragedia che si svolgono sulle navi, aerei questo libro ovviamente ha catturato la mia attenzione. In effetti, non mi è mai capitato un libro così. La copertina favolosa, trama intrigante. Imbarchiamoci…

Trama: Due anziane vedove, un medico, un blogger spregiudicato, un ex poliziotto, una giovane steward, un marito infedele: ognuno di loro nasconde segreti oscuri. E la verità verrà a galla quando saranno messi di fronte all’impossibile… Ai tremila passeggeri della Beautiful Dreamer, partiti da tre giorni per una crociera nel mar dei Caraibi, sembra davvero di vivere un sogno. Il quarto giorno, però, i motori all’improvviso smettono di funzionare, così come tutti i sistemi di comunicazione. Alla deriva in mezzo all’oceano, con le scorte di cibo e acqua che iniziano a scarseggiare e senza nessuna traccia di una missione di salvataggio, la situazione sembra volgere al peggio. Eppure non è finita. Una donna viene infatti trovata morta nella sua cabina e diverse persone lamentano i primi sintomi di una strana malattia. L’equipaggio cerca di mantenere la calma, tuttavia sempre più passeggeri vengono presi dal panico, mentre qualcuno arriva addirittura a ipotizzare che non ci sia niente di casuale in quell’avaria. Ma chi avrebbe potuto sabotare la nave? E per quale motivo, poi? Una sola cosa è certa: più passa il tempo, più nella mente di tutti si insinua il dubbio che qualcuno – o qualcosa – stia tramando nell’ombra perché nessuno esca vivo di lì…

Arrivata alla fine del libro l’ho chiuso e mi sono chiesta “che cosa ho appena finito di leggere?” un libro, una storia a cui non sai che genere dare. Horror? Paranoramale? Apocalittico?

quattro-giorno-dopo_ingleseStoria con tanti personaggi, di cui ognuno ha la voce per raccontare quello che succede sulla nave, e ovviamente non manca la vita privata e i casini di ognuno di loro. Non c’è una figura principale nella storia, sono circa 6-7 personaggi, così detti protagonisti principali, e forse sono troppi per non confondere il lettore.
Tra i casini di uno, e casini dell’altro non si capisce cosa succede a bordo di questa favolosa nave, ferma chissà dove in mezzo al mare. C’è un omicidio. C’è un bambino fantasma. C’è una sensitiva. C’è un dipendente della droga. C’è gente sclerotica.

Il finale.. Ci stava quasi, molto cinematografico, apocalittico, ma anche quello non sviluppato del tutto, perchè poi fa un salto nel tempo e ci troviamo sembra quasi in un  tempo, vita, normale.

Ho cercato l’altro libro di autrice, e a quanto pare si concentra sulla scrittura dei disastri, e di quello che portano. Nel primo erano gli aerei, in questo la nave.. nel prossimo?

Sopratutto mi è dispiaciuto in tutta questa lettura di essere rimasta sul mio divano, l’autrice non è riuscita a trasportarmi a bordo della nave.

“Central park”

Autore: Guillaume Musso
Titolo originale: Central Park
Casa editrice: Bompiani
Anno pubblicazione: 2015

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Trama: New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Per capire cosa sta succedendo Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite. Un thriller magistrale, oltre 1 milione di copie vendute in Francia, una spirale implacabile che avvolge il lettore fino all’ultima pagina.

Walden 100%

Walden 100%

Da subito la storia coinvolge il lettore e lo trascina nella confusione in cui si trovano i protagonisti. Come la protagonista Alice si è incerti se credere o no a Gabriel, ma nonostante qualche bugia qualcosa non lo fa sembrare davvero cattivo.
Per scoprire come è successo che Alice e Gabriel si svegliano ammanettati a Central Park, viene raccontata la storia di Alice, un pò sono salti temporali di cui Alice si ricorda, un pò qualcosa lei stessa racconta direttamente a Gabriel in un attimo di fiducia totale, in un attimo in cui vorrebbe veramente qualcuno con cui parlare. La storia scorre, travolge e sorprende. Si cerca di capire qualcosa, si indaga insieme ai protagonisti. La cosa incredibile è che si è talmente presi nella storia, storia piene di eventi che quando ci fermiamo e guardiamo indietro, questo indietro è molto breve, non sono passate nemmeno 24 ore, siamo nella stessa giornata in cui troviamo Alice e Gabriel nel parco.
Il finale ha stupito molti lettori, una cosa che non ci si aspettava proprio.

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Nonostante un finale così sorprendente io mi aspettavo più una soluzione poliziesca, questo mi ha deluso un pò, sopratutto mi ha deluso il comportamento di Gabriel. Ma la lettura di questo libro lo consiglio ugualmente. La scrittura è facile e molto scorrevole.

Curiosità: Ogni capitolo del libro è accompagnato da una piccola perla di saggezza.

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Novità: E’ da poco uscito il nuovo libro “La ragazza di Brooklyn” edito da La nave di Teseo. 

 

“Io prima di te”

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Autore:
Jojo Moyes
Titolo originale: Me before You
Casa Editrice: Mondadori
Anno pubblicazione:  2013

 

Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

Per anni ho ignorato questo libro, anche se ha sempre attirato la mia attenzione. Ogni tanto lo prendevo in mano, lo sfogliavo e lo rimettevo. La trama, Will… mi rispengevano. Classica storia, non ne avevo voglia. Poi col tempo ne parlavano tutti, ma tutti, e l’antipatia per il libro è cresciuta ancora di più. Nel frattempo ho visto il film “Quasi amici” che ho amato, e amo tutt’ora – bellissimo. E quindi nella mia testa dicevo che il libro di Jojo è simile, solo ovviamente con la storia d’amore in mezzo. Quando è arrivato il film ho insistito per l’acquisto del libro… ma nemmeno lì. Finchè una notte non ho sognato Lou e Will in una spiaggia, così carini e dolci, e così pieni d’amore. Il giorno dopo acquisto il libro ed entro nella storia. Poi con sorpresa scopro una scena sulla spiggia, wow.

Credo di essere prorio una delle poche che ancora non l’aveva letto. Ed ora mi trovo qui, dopo 3 mesi che l’ho terminato, e ho ancora gli occhi a cuoricino.

E’ una storia che abbiamo sentito già mille e mille volte. Classica storia dove lui bello e ricco e lei carina e povera. Lui bloccato sulla sedia a rotelle, Lei la sua assistente.
Ma l’autrice è riuscita renderla diversa, e in quache modo unica questa storia. Lou piace subito sin dalle prime pagine, lei fa ridere, e fa tanta tenerezza. Will scorbutico al inizio, dolce dopo. Le pagine sono piene di vita. Di vita che Will non può più vivere, causa l’incidente; di vita di cui Lou ha un pò paura, e si nasconde nel suo paesino, ignorando quanto il mondo sia immenso e bellissimo da girare, sopratutto da vivere.
Le pagine sono piene di risate, e sorride anche Will. Ma niente lo farà camminare di nuovo, e questo per lui non è vivere. Le pagine sono piene di dolore, quando Lou parla con sua sorella per una cosa che le è successa, e quel ricordo la blocca. I genitori di Will che si dividono fra di loro, si perdono, tanto è grande il dolore.

Sapevo come sarebbe finita la storia, eppure leggendo speravo che tutto potesse cambiare. Non è forse già questo il segno che il libro è fatto bene?
Tutti ti peparano a questto libro avvisando di tenere i fazzoletti vicino, eppure io, che ho due rubinettu al posto degli occhi, non ho pianto. Ero arrabbiata, ero triste. Ma non si può giudicare, ma solo accettare.

Will chiede solo una cosa a Lou – VIVERE.

Film: Esce finalmente oggi, 1 settembre, nei cinema italiani. Dopo l’annuncio che sarebbe uscito a giugno, e poi spostato a settembre, io non ho resistito e l’ho visto su internet, perchè è uscito ovunque nel mondo, tranne che in Italia.
Al inizio del film ero così tanto concentrata, ho dovuto sgridare me stessa. “Rilassati”, mi sono detta, perchè non facevo che confrontare libro – film. Dopo di che, mi sono sciolta completamente.

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Il film è accompagnato da una colonna sonora struggente.

me before you2Attori: Io non conoscevo nessuno dei due a cui hanno affidato i ruoli principali, ma ho saputo che sono comunque conosciuti. Entrambi sono perfetti per il ruolo. L’attrice Emilia Clarke è stata perfetta nei pannidi Lou, l’ha saputo interpretare divinamente. Non riesco a immaginarla in quache altro ruolo, se non comico. Sam Claflin intepretare un ruolo solo con la mimica non è una cosa da poco. Poi gli vedo così bene insieme, vorrei un’altro film insieme.

 

Copertina: Ovviamente con il film in arrivo il libro ha cambiato l’immagine e si è vestito di rosso, riprendendo la locandina del film.

Dopo-di-teSeguito: Poco prima che uscisse il film l’autrice ha pubblicato il seguito “Dopo di te”, che racconta la vita di Lou dopo Will.
Stasera mi sa che rivedo il film per 3 volta.. Oops, o è la 4?

Buona visione a tutti!