“The hate U give. Il coraggio della verità”

Copertina libro The Hate U Give
Autore:
Angie Thomas
Titolo originale: The hate U give
Casa editrice: Giunti
Anno pubblicazione: settembre 2017

Un pomeriggio ero nella libreria Giunti, alla cassa con i miei acquisti la ragazza che mi serve mi porge questo libro e dice “Leggilo. E’ bellissimo!” Io, un attimo sorpresa, guardo il libro e me lo giro fra le mani. Il suo gesto mi è piaciuto molto, che non leggo nemmeno la trama e lo prendo.

Trama: Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all’uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato.
Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C’è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l’episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C’è una cosa che tutti vogliono sapere: cos’è successo davvero quella notte? Ma l’unica che possa dare una risposta è Starr.
Quello che dirà – o non dirà – può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.
Un romanzo importante. Una voce straordinariamente autentica. Un travolgente caso editoriale.

Una storia molto attuale, e capisco il grande successo in America. Perchè è un libro per tutti, anzi, è pure un Young Adult, ma dovrebbero leggerlo più persone possibile. Ma sopratutto è un libro per l’America.
Quante volte ho visto alla televisione le notizie dei così detti “incidenti” dove una vita giovane perdeva la vita per mano di un poliziotto. Una vita giovane di cui la pelle è nera. Un poliziotto di cui la pelle è bianca. In televisione in quei casi mostrano tanto le proteste che scoppiano, ma quello che vediamo noi qui in Italia è solo tanto disordine che i protestanti creano, non è chiaro del tutto perchè quel fardello. Ecco, questo romanzo ti mette in mezzo a tutto quel fardello, e ti viene la rabbia. Rabbia. RABBIA.

“Certe volte va tutto nel verso sbagliato. Ma il segreto è continuare a fare la cosa giusta.”

Il personaggio principale della storia è Starr, la ragazza di 16 anni. Una ragazza nera. Ma non è più una semplice adolescente, non più dalla sera in cui venne ucciso il suo amico Khail, per mano di un poliziotto. Bianco. Conoscendo bene la situazione, avendo assistito a tutto, avendo detto alla polizia il verdetto sembra ovvio. Ma non lo è.

E così si entra nel vortice della storia, dell’indagine così semplice e ovvia. E come un verdetto ingiusto scateni la rabbia nel popolo, perchè non è la prima volta “incidente” del genere, e purtroppo non sarà neanche l’ultimo. Perchè uno deve vivere pregando che la prossima volta la pallotola, di una pistola di servizio, non colpisca proprio lui? La storia è raccontata con la voce di un’adolescente, ma poteva essere perfettamente la voce spezzata di nonna di Khail. Come si fa a rimanere in silenzio ad una ingiustizia del genere?

Una storia molto bella e intensa, ma con una penna molto leggera. Non leggiamo solo la tragedia e le sue conseguenze, conosciamo per bene la famiglia di Starr, che adoro! Affrontiamo i problemi di amicizia, e i dubbi sull’amore. Ed in tutto ciò viene spontaneo da chiedersi “Da dove nasce il pregiudizio?”, “Perchè diamine la gente è così cattiva/stupida?”.

Curiosità: In America, visto il successo del libro, stanno già facendo il film. E la famiglia adesso ha un volto, ed io gli voglio bene, ad ognuno di loro.

E guarda caso, ci sono le polemiche già anche qui. L’attrice che è stata scelta per interpretare Starr… non è abbastanza nera!

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Guardo i loro volti, ed è come se fossero i miei amici, da cui sono stata per un paio di giorni, e mi mancano.

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“Facciamo finta che non sia successo niente”

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Autore: 
Maddie Dawson
Titolo originale: The stuff that never happened
Casa editrice:
Giunti
Anno pubblicazione:
2012

Sempre amato la copertina di questo libro. Comprato tanti anni fa, credo proprio per la copertina 🙂

Trama: In una normalissima mattina di febbraio, mentre si aggira con il carrello al supermercato, Annabelle McKay sente la vita crollarle addosso e scoppia a piangere in modo incontrollabile. Apparentemente non c’è nessun problema per cui valga la pena sentirsi così: ha un matrimonio invidiabile, due splendidi figli, una bella casa fuori città e un gruppo di amici fidati da invitare a cena. Ma in un solo momento si rende conto che sono ventotto anni che finge di ignorare quello che è successo all’inizio del suo matrimonio, quando si è innamorata di un amico di suo marito e l’ha tradito. E così a cinquant’anni, ora che i figli vivono fuori casa e quello che resta è il silenzio assordante e le distanze quotidiane, Annabelle si accorge che la forza di quell’amore è ancora terribilmente viva.

StuffThatNeverHappened1-197x300Una storia molto reale, che, secondo me, si nasconde in molte coppie. Ma ci sono diversi modi per raccontarlo.
Per questo il romanzo non è nulla di eccezzionale. Scrittura semplice, a volte un pò lenta. Storia prevedibile. Ma non per questo un libro da buttare. Io che leggo tanti libri non è facile colpirmi, ma per tanti altri lettori sarà sicuramente una lettura piacevole. Magari per le persone con un grande e lungo matrimonio sulle spalle, dove la donna potrà ritrovarsi nella noia della vita quotidiana, e Annabelle potrà diventare un’amica del cuore. Nonostante il tradimento di Annabelle nella storia, la scrittura non appare piccante, anche se forse l’autrice ci ha provato.
Una volta finito il libro lo si chiude e si dimentica. Ottimo come lettura sotto l’ombrellone, poco impegnativo, e se gocciola il gelato sopra è poco male.

 

“Se chiudo gli occhi” Simona Sparaco

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Autore:
Simona Sparaco
Prima pubblicazione: 2014
Cas Editrice: Giunti

E’ stato il libro con cui ho deciso chiudere il 2016.
Per la trama delicata spesso ne ho rimandato la lettura, poi invece mi decisi, perchè forse insieme alla storia volevo lasciare nel passato anche dell’atro.

Trama: Viola nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. Abiti di una taglia sempre troppo grande, un lavoro che non le dà alcuna soddisfazione e ben lontano dalle sue passioni di bambina, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l’amore non c’è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando rullini di gente infelice al centro commerciale, si fa largo tra la folla un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l’età: è suo padre, l’artista famoso, l’irregolare, l’eterno bambino. È tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nelle Marche, la loro terra d’origine, e per dirle una cosa molto importante. Ma come fidarsi un’altra volta dell’uomo che l’ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione è troppo forte e Viola accetta. Un segreto custodito per anni condurrà padre e figlia alle pendici dei Sibillini dove Viola sarà travolta da una nuova forza e una nuova luce, proprio come il cielo di quei posti. È un viaggio magico se il prezzo della felicità è abbandonarsi con gli occhi chiusi al potere della vita e all’amore che è pronto ad accoglierci.

Mi duole tanto nel dire che il libro non mi è piaciuto. Tutto sta, come dicevo prima, visto il tema delicato, che avevo tante aspettative. Forse cercavo delle risposte, del sostegno. Che non ho avuto, perchè sono totalmente diversa dalla protagonista Viola (.. o forse no, ma me lo nego?). Sta di fatto che molte cose successe, in molte cose mi sarei comportata diversamente, e quindi questo mi ha allontonato totalmente dalla storia. Ed anche alla fine, a differenza di Viola, non riesco perdonare suo padre.

Ma in questo romanzo c’è un’altra storia, e se togliamo di mezzo Viola, è una storia d’amore tormentata, che non si è mai spenta nel cuore dell’uomo verso la donna che lui perse. Peccato che proprio Viola sia stata a pagare tutti i problemi che hanno avuto i grandi.
Forse questo romanzo doveva essere raccontata dall’uomo, e non dalla sua figlia.

E poi c’è un bellissimo viaggio nei monti di Sibilla, con una sua storia forte, e un pò magica.
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Mi fa ridere dirlo, ma con questo libro Simona ha provato a fare i viaggi che di solito fa Pauolo Coelho?

Come dice il sottotiolo del nome del blog “I libri rispecchiano quello che siamo”, è una frase in cui credo tanto. In ogni libro, che possa essere anche un thriller o storia horror, noi troviamo i piccoli pezzi di noi, per questo un libro alla fine ci piace oppure no, perchè in ogni libro troviamo qualcosa di nostro. Quindi bisogna farci attenzione quando una persona parla del suo libro preferito, perchè in esso, non c’è solo un semplice romanzo, ma molto di più.

Libri Parlanti o Poesia Dorsale

Da un paio di giorni è scoppiato il boom di fotografie con dei titoli di libri che formino una frase, una poesia.

poesia dorsale2012

Mettere dei libri uno sopra l’altro in modo che i titoli si concatenino fino a formare dei versi. Questo è fare “poesia dorsale”. Si chiama così perché nasce dai dorsi dei libri, non dai titoli. La differenza è solo visiva; infatti l’ha inventata un graphic designer e fotografo, Silvano Belloni. Che non ha avuto l’ispirazione pensandoci su, ma fissando uno scaffale con dei libri ammucchiati. La giornalista Antonella Ottolina si è innamorata dell’idea e le ha dato vita componendo le poesie dorsali.

Il progetto originale infatti si chiama Poesia Dorsale, che ha avuto un suo successo un paio d’anni fa su Facebook.
Però adesso nel 2015 lo rilancia Il Libraio in occasione di Bookcity che si terrà a Milano dal 22 al 25 di ottobre.

Ho tirato fuori qualche mio vecchio scatto come la foto sopra, e ne ho scattato uno nuovo.
poesia dorsale2015