“Mangia Prega Ama”

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Autore:
Elizabeth Gilbert
Titolo originale: “Eat, Pray, Love: One woman’s search for everything across Italy, India and Indonesia.
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2007 (orig. 2006)

Non mi stancherò mai di ripetere che ogni libro ha un suo momento. Sono sicura che se avessi provato a leggere il libro subito dopo l’acquisto (che risale a 2 anni prima), non sarei nemmeno arrivata a metà della storia.

Trama: Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia, dove impara l’arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l’Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. “Mangia prega ama” è la storia di un’anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.

Questo libro è l’esperienza personale dell’autrice, è il suo viaggio, e tutto viene narrato in prima persona, con la sua voce. Di come si è persa nel difficile divorzio, e di come ha deciso di ritrovarsi in questo viaggio di un anno, diviso in 3 parti. eat_pray_love_cover

Credo bisogna essere un pò persi come la protagonista, per apprezzare davvero il libro, non dico vivere lo stesso divorzio, ci si perde in molti modi.
Io? Beh si, io mi sono sentita ad un incrocio con 4 direzione diverse e totalmente confusa. Dopo il libro non dico di aver trovato la mia strada, però ho viaggio insieme a Liz, e ho trovato tante cose belle all’interno. Ho sottolineato veramente tante cose.

“E’ meglio vivere la propria vita in modo imperfetto piuttosto che vivere in modo perfetto l’imitazione di quella di un altro.”

Ogni parte della storia, suddivisa in 3 paesi ha un suo perche.
mangia-prega-ama_vintageLa prima parte è Italia, e noi ovviamente vediamo tutto con gli occhi un pò diversi, magari da un lettore americano o tedesco. Tutto ciò che Liz racconta a noi ci è famigliare. Alcune volte potrà anche sembrare un pò esagerato. Ma non bisogna scordare che le cose che ha vissuto Elizabeth, le ha vissuto da cittadino straniero, ed è ovvio che tutto è molto più grande ai suoi occhi, ciò che ormai è banale ad ogni italiano, come un piatto di pasta al pomodoro. L’autrice fa la turista nel nostro paese, mostra l’Italia ad altri lettori di tutto il mondo, raccontando le meraviglie storiche, il cibo e il popolo romano.
La seconda parte è India, dove viviamo insieme alla protagonista in un ashram e la seguiamo nel suo percorso spirituale, che non è per nulla facile. Non è assolutamente facile spegnere i mille pensieri che abbiamo e meditare. E se un pò in Italia Liz si è rilassata e divertita, qui i demoni tornano a tormentarla, i sensi di colpa, il sentirsi imperfetta.

Cerchiamo la felicità senza sapere che è a portata di mano, siamo come il mendicante della parabola tolstojana, che passa la vita seduto su una pentola piena d’oro, chiedendo l’elemosina a ogni passante… E ingoriamo che la nostra ricchezza – la nostra perfezzione – è già dentro di noi. Ma per rivendicarla, dobbiamo abbandonare l’incessante lavorio della mente e dei pensieri egoistici.”

E infine il nostro viaggio termina in Indonesia, dove vediamo la protagonista vivere la serenità che ha trovato in India, conosciamo insieme a Liz delle persone a cui ci affezioniamo. E quando si è sul punto di ritornare alla vita di sempre, quando incontriamo quello che potrebbe essere l’amore vediamo come esso fa ancora paura. Paura di ripetere gli stessi errori e non voler soffrire, come esso in poco tempo fa perdere l’equilibrio, acquisito con molta fatica. Ma l’amore non deve far perdere sempre la testa? Meno male che c’è il saggio Ketut che dice:

“Qualche volta perdere l’equilibrio per amore fa parte di una vita ben equilibrata.”

Bisogna ricordarlo sempre. E non smettere mai di cercare la felicità. Perchè si, la felicità la si cerca.. e la si trova anche. Per felicità bisogna lottare. “La felicità è il resultato di uno sforzo”.

Una volta finito il libro, guardo la foto dell’autrice e mi trasmette tanta serenità, e gioia. Si, gioia, con quei occhi così vivi.

FILM: E’ un film del 2010, dove la protagonista ha il volto di Julia Roberts.
Secondo me il film è fatto bene, segue abbastanza fedele il libro, a parte il finale, la parte in Indonesia ha un pò di cambiamenti, che non ho gradito, sopratutto qualcosa nel finale.

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“Quattro giorni dopo”

quattro-giorno-dopo1Autore: Sarah Lotz
Titolo originale: Day four
Casa editrice: Editrice Nord
Anno pubblicazione: 2016 (originale 2015)

Da sempre amante dei film – tragedia che si svolgono sulle navi, aerei questo libro ovviamente ha catturato la mia attenzione. In effetti, non mi è mai capitato un libro così. La copertina favolosa, trama intrigante. Imbarchiamoci…

Trama: Due anziane vedove, un medico, un blogger spregiudicato, un ex poliziotto, una giovane steward, un marito infedele: ognuno di loro nasconde segreti oscuri. E la verità verrà a galla quando saranno messi di fronte all’impossibile… Ai tremila passeggeri della Beautiful Dreamer, partiti da tre giorni per una crociera nel mar dei Caraibi, sembra davvero di vivere un sogno. Il quarto giorno, però, i motori all’improvviso smettono di funzionare, così come tutti i sistemi di comunicazione. Alla deriva in mezzo all’oceano, con le scorte di cibo e acqua che iniziano a scarseggiare e senza nessuna traccia di una missione di salvataggio, la situazione sembra volgere al peggio. Eppure non è finita. Una donna viene infatti trovata morta nella sua cabina e diverse persone lamentano i primi sintomi di una strana malattia. L’equipaggio cerca di mantenere la calma, tuttavia sempre più passeggeri vengono presi dal panico, mentre qualcuno arriva addirittura a ipotizzare che non ci sia niente di casuale in quell’avaria. Ma chi avrebbe potuto sabotare la nave? E per quale motivo, poi? Una sola cosa è certa: più passa il tempo, più nella mente di tutti si insinua il dubbio che qualcuno – o qualcosa – stia tramando nell’ombra perché nessuno esca vivo di lì…

Arrivata alla fine del libro l’ho chiuso e mi sono chiesta “che cosa ho appena finito di leggere?” un libro, una storia a cui non sai che genere dare. Horror? Paranoramale? Apocalittico?

quattro-giorno-dopo_ingleseStoria con tanti personaggi, di cui ognuno ha la voce per raccontare quello che succede sulla nave, e ovviamente non manca la vita privata e i casini di ognuno di loro. Non c’è una figura principale nella storia, sono circa 6-7 personaggi, così detti protagonisti principali, e forse sono troppi per non confondere il lettore.
Tra i casini di uno, e casini dell’altro non si capisce cosa succede a bordo di questa favolosa nave, ferma chissà dove in mezzo al mare. C’è un omicidio. C’è un bambino fantasma. C’è una sensitiva. C’è un dipendente della droga. C’è gente sclerotica.

Il finale.. Ci stava quasi, molto cinematografico, apocalittico, ma anche quello non sviluppato del tutto, perchè poi fa un salto nel tempo e ci troviamo sembra quasi in un  tempo, vita, normale.

Ho cercato l’altro libro di autrice, e a quanto pare si concentra sulla scrittura dei disastri, e di quello che portano. Nel primo erano gli aerei, in questo la nave.. nel prossimo?

Sopratutto mi è dispiaciuto in tutta questa lettura di essere rimasta sul mio divano, l’autrice non è riuscita a trasportarmi a bordo della nave.

“Io prima di te”

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Autore:
Jojo Moyes
Titolo originale: Me before You
Casa Editrice: Mondadori
Anno pubblicazione:  2013

 

Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

Per anni ho ignorato questo libro, anche se ha sempre attirato la mia attenzione. Ogni tanto lo prendevo in mano, lo sfogliavo e lo rimettevo. La trama, Will… mi rispengevano. Classica storia, non ne avevo voglia. Poi col tempo ne parlavano tutti, ma tutti, e l’antipatia per il libro è cresciuta ancora di più. Nel frattempo ho visto il film “Quasi amici” che ho amato, e amo tutt’ora – bellissimo. E quindi nella mia testa dicevo che il libro di Jojo è simile, solo ovviamente con la storia d’amore in mezzo. Quando è arrivato il film ho insistito per l’acquisto del libro… ma nemmeno lì. Finchè una notte non ho sognato Lou e Will in una spiaggia, così carini e dolci, e così pieni d’amore. Il giorno dopo acquisto il libro ed entro nella storia. Poi con sorpresa scopro una scena sulla spiggia, wow.

Credo di essere prorio una delle poche che ancora non l’aveva letto. Ed ora mi trovo qui, dopo 3 mesi che l’ho terminato, e ho ancora gli occhi a cuoricino.

E’ una storia che abbiamo sentito già mille e mille volte. Classica storia dove lui bello e ricco e lei carina e povera. Lui bloccato sulla sedia a rotelle, Lei la sua assistente.
Ma l’autrice è riuscita renderla diversa, e in quache modo unica questa storia. Lou piace subito sin dalle prime pagine, lei fa ridere, e fa tanta tenerezza. Will scorbutico al inizio, dolce dopo. Le pagine sono piene di vita. Di vita che Will non può più vivere, causa l’incidente; di vita di cui Lou ha un pò paura, e si nasconde nel suo paesino, ignorando quanto il mondo sia immenso e bellissimo da girare, sopratutto da vivere.
Le pagine sono piene di risate, e sorride anche Will. Ma niente lo farà camminare di nuovo, e questo per lui non è vivere. Le pagine sono piene di dolore, quando Lou parla con sua sorella per una cosa che le è successa, e quel ricordo la blocca. I genitori di Will che si dividono fra di loro, si perdono, tanto è grande il dolore.

Sapevo come sarebbe finita la storia, eppure leggendo speravo che tutto potesse cambiare. Non è forse già questo il segno che il libro è fatto bene?
Tutti ti peparano a questto libro avvisando di tenere i fazzoletti vicino, eppure io, che ho due rubinettu al posto degli occhi, non ho pianto. Ero arrabbiata, ero triste. Ma non si può giudicare, ma solo accettare.

Will chiede solo una cosa a Lou – VIVERE.

Film: Esce finalmente oggi, 1 settembre, nei cinema italiani. Dopo l’annuncio che sarebbe uscito a giugno, e poi spostato a settembre, io non ho resistito e l’ho visto su internet, perchè è uscito ovunque nel mondo, tranne che in Italia.
Al inizio del film ero così tanto concentrata, ho dovuto sgridare me stessa. “Rilassati”, mi sono detta, perchè non facevo che confrontare libro – film. Dopo di che, mi sono sciolta completamente.

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Il film è accompagnato da una colonna sonora struggente.

me before you2Attori: Io non conoscevo nessuno dei due a cui hanno affidato i ruoli principali, ma ho saputo che sono comunque conosciuti. Entrambi sono perfetti per il ruolo. L’attrice Emilia Clarke è stata perfetta nei pannidi Lou, l’ha saputo interpretare divinamente. Non riesco a immaginarla in quache altro ruolo, se non comico. Sam Claflin intepretare un ruolo solo con la mimica non è una cosa da poco. Poi gli vedo così bene insieme, vorrei un’altro film insieme.

 

Copertina: Ovviamente con il film in arrivo il libro ha cambiato l’immagine e si è vestito di rosso, riprendendo la locandina del film.

Dopo-di-teSeguito: Poco prima che uscisse il film l’autrice ha pubblicato il seguito “Dopo di te”, che racconta la vita di Lou dopo Will.
Stasera mi sa che rivedo il film per 3 volta.. Oops, o è la 4?

Buona visione a tutti!

“L’indizio” 

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Autore : Helen Callaghan
Titolo originale: Dear Amy
Casa editrice: Corbaccio
Anno pubblicazione: 2016

Copertina: Bellissima.

 

Trama: Margot Lewis, insegnante di liceo a Cambridge e curatrice della rubrica «Cara Amy» sul giornale locale, è abituata a ricevere richieste di consigli e di aiuto. Ma la lettera che ha appena ricevuto è diversa da tutte le altre: «Cara Amy, ti prego ti supplico ti scongiuro aiutami! Sono stata rapita da un uomo che mi tiene prigioniera. Non so dove sono. Non so nemmeno da quanto tempo sono via ma mi pare un’eternità. Bethan Avery». Il messaggio è inquietante di per sé, ma la cosa che lo rende scioccante è che Bethan Avery è il nome di una ragazza scomparsa quindici anni prima e mai più ritrovata, né viva né morta. Non solo: il suo arrivo coincide con la sparizione di un’altra studentessa, di cui non si capisce se sia sparita di casa volontariamente oppure no. Per Margot le cose sono collegate e non si capacita di come la polizia, a cui si rivolge, inizialmente non sembri prenderla sul serio, almeno fino a quando non interviene un esperto in cold case che, mentre le lettere continuano ad arrivare, tenta di riallacciare i fili di casi di adolescenti scomparse nel passato alla ricerca di un denominatore comune. Di fronte agli ostacoli che incontrano le indagini, a causa del tempo trascorso e di un clima di persistente diffidenza, Margot decide di esporsi in prima persona partecipando addirittura a una trasmissione televisiva, senza calcolare che la sua vita stessa verrà scandagliata, e il suo passato con tutte le sue zone d’ombra e i ricordi rimossi finirà sotto gli occhi di tutti. Compresi i suoi.

Ho notato negli ultimi libri la moda di dare il ruolo principale alla donna mentalmente instabile. Anche in questo caso, in cui sparisce un’adolescente il caso non va seguito dalla polizia in primo piano, ma da una insegnante e curatrice di una rubrica di una rivista, che viene coinvolta nelle indagini perchè viene contattata con una lettera da una ragazza sparita 15 anni fa.
Proprio in questo modo si entra nel vortice della storia in cui si cerca di capire se la lettera sia una vera richiesta d’aiuto e quindi capire, e ricostruire tutta la storia, oppure solo uno scherzo di cattivo gusto.

Durante la storia conosciamo meglio Margot Lewis, la sua delicata personalità, macchiata di un’oscuro passato, di cui non tutti sono a conoscenza. Di cui alcune cose, non sa nemmeno lei, perchè ha deciso di non ricordare i fatti.

Nonostante sia un libro scorrevole, non l’ho trovato tanto accativante. Forse perchè avevo capito Bethan Avery, la ragazza scomparsa 15 anni prima, già a metà libro. E sinceramente Margot Lewis non mi è piaciuta, l’ho trovata veramente tanto instabile, e quindi non capisco come abbia potuto diventare un’insegnante.

Nota: Non sono riuscita a non pensare a Wulf Dorn durante la lettura.

DEAR AMY BOOK

 

“Ho sognato di te”

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Autore:
Ben Sherwood
Titolo originale: “The death and life of Charlie St. Cloud”
Casa editrice: Sperling & Kupfer (collana Paperback)
Anno pubblicazione: 2004 / 2007

Curiosità: Il libro per la prima volta in Italia fu pubblicato con casa editrice Frassinelli nel 2005, sempre con lo stesso titolo.

Trama: Ho sognato di te… Di questo vuole convincersi Charlie St. Cloud quando cercando Tess, la ragazza con cui ha appena passato una notte d’amore, scopre in realtà… che è dispersa in mare da diversi giorni. Vuole convincersi di averla solo sognata perché l’alternativa sarebbe terribile. Da quando è scampato all’incidente in cui ha perso il fratellino Sam, Charlie possiede infatti un dono straordinario: vedere le persone in transito fra la terra e l’aldilà. E nel villaggio dove vive, sulla costa del Massachusetts, il suo compito è mostrare con dolcezza la via verso la luce a chi vaga disorientato fra il qui e l’altrove. Solo una presenza torna sempre da lui: il piccolo Sam, con cui ha appuntamento ogni sera, al crepuscolo. Mancarlo significherebbe perderlo definitivamente. I giorni di Charlie scorrono così tutti uguali, ancorato com’è alla cittadina sull’oceano da un potere tanto prezioso quanto vincolante. Ma l’incontro con Tess ha spezzato la sua surreale routine. Esuberante, coraggiosa, aperta, lei progettava di fare il giro del mondo in solitaria con la sua barca a vela. Di fronte a tanta sete di vita e di grandi orizzonti, l’uomo ha messo in discussione tutta la propria esistenza, e ora non può accettare che anche Tess gli sia stata strappata. Decide quindi di non assecondarla nel viaggio finale, ma di trovarla a qualunque costo, ovunque lei sia…

E’ un libro che ho acquistato veramente tanto tempo… da non ricordare nemmeno quando! Visto la mia edizione direi nel 2010, e vagando con gli occhi sui scaffali, come prossima lettura avevo scelto questo libro.  In copertina Nicholas Sparks afferma che “Questo libro vi farà commuovere, sperare e riflettere… Leggetelo.” Ora che l’ho letto?ho sognato di te_frassinelli

Parto già polemica perchè la trama del romanzo non è corretta. Perchè quando Charlie fa l’amore con Tess, sa benissimo che lei è uno spettro! (anzi, proprio per questo fa l’amore con lei, perchè non sa se la ritroverà, ma non vuole perdere questo il momento di stare con lei). In più… c’è praticamente tutto il romanzo nella trama, mancano giusto 2 paginette del finale!

Di se per sè, l’idea non sarebbe neanche male.
Ma il libro è scritto in un modo molto banale. E’ leggero, scorrevole. Non ho visto tutto questo dolore del protagonista per aver perso il fratello. Scrivere “stava male” non basta. Forse molte persone sono state sconvolte dell’argomento della morte di quale si parla; del ambientazione che è il cimitero. (Ho apprezzato molto l’ambientazione, e il comportamento del protagonista ed i suoi incontri con altri spettri e la sua decisione fare il guardiano del luogo).Ma io non sono riuscita ad emozionarmi in una nessuna parola letta. Anzi, ridevo, mentre molti magari si commuovevano.

E nonostante tutto, non dico che sia un libro da evitare, assolutamente no. Siamo tutti diversi, e probabilmente se l’avessi letto appena acquistato l’avrei potuto anche amare. Ero più sognatrice, ero più innamorata? O forse negli anni semplicemente ho letto molti libri, e questo stile non fa per me.

Curiosità: Ancora prima che il libro venisse pubblicato i suoi diritti cinematografici sono stati venduti!

Film: Il fim porta il titolo diverso, si chiama “Segui il tuo cuore”, uscito in Italia a gennaio del 2011 (non ricordo nemmeno questo evento). Il protagonista Charlie è interpretato da Zac Efron.

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“Il morbo di Haggard”

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Autore:
Patrick McGrath
Titolo originale: Dr Haggard’s disease
Casa editrice: Gli Adelphi
Anno pubblicazione: 1993 in originale, nel 1999 in italiano. La mia edizione è del 2002.

 

Trama: Londra 1940. Mentre nel cielo incrociano gli aerei tedeschi, il dottor Haggard riceve la visita di James Vaughan, un giovane aviatore che gli si presenta con una frase letale: “Credo che lei conoscesse mia madre”. Strappato di colpo alle sue fiale di morfina e al culto feticistico di una donna perduta per sempre, Haggard intraprende una lunga, tormentosa confessione, raccontando per la prima volta la vicenda che tre anni prima ha distrutto la sua vita.

Oh, di lei gli è rimasto solo il dolore.
Il protagonista del romanzo Edward Haggard s’innamora perdutamente di una donna.. Di una donna decisamente sbagliata. Non avrebbe mai pensato di mettersi in mezzo ad un matrimonio, ma anche lei lo desiderava ed è in questo modo che furono sconvolte più vite.

Un amore feroce e claustrofobico, consumato fra stanze in penombra, strade immerse nella nebbia, teatri d’anatomia popolati dai fantasmi di un’ossessione.

Il romanzo si presenta come una lettera, che Edward scrive ad un giovane pilota che gli si presenta in ambulatorio, James, un giovane che lui riconosce subito, perchè l’assomiglianza alla donna che ha tanto amato è incredibile. E con questa lettera gli confessa quello che era successo a malappena tre anni prima, di come incontrò sua madre, di come si amarono, e di come il padre scoprì tutto. Tutto quello che era rimasto a Edward erano solo i ricordi di lei, e Spike. Spike. Che riusciva tenere a bada solo con la morfina.

Capii che la nostra relazione mi avrebbe influenzato e probabilmente segnato nel profondo per tutta la vita e, stando così le cose, scelsi liberamente di non dimenticare… Perchè l’amavo. E questo non sarebbe mai cambiato.

Le pagine sono piene d’amore, amore che Edward non ha mai smesso provare per la sua amata, nonostante l’avesse perduta per sempre. Le pagine sono piene di dolore, perchè se all’inizio aveva pensato di poter andare avanti, di ricominciare la sua vita, dopo si arrese e capì che non avrebbe mai amato nessun’altra donna.
L’incontro con James, nonostante forte ricordo della madre, lo fa stare bene. James diventa quasi una luce in fondo al tunnel. Ma è destinato a perdere anche lui, e se ne rende conto presto, e soffre ancora una volta. Sente di perdere la sua amata un’altra volta.

“L’amico ritrovato”

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Autore: Fred Uhlman
Titolo originale: Reunion
Casa Editrice: Feltrinelli
Data pubblicazione: 1971
Data pubblicazione Italia: 1986

Curiosità: La prima pubblicazione in italiano del romanzo di Fred Uhlman risale al 1979, pubblicato da casa editrice Longanesi, col titolo “Ritorno”.

Trama: Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. Uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Riuscirà a non essere spezzata dalla Storia? 

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Tenero ricordo di un’amicizia che ha segnato la vita del protagonista, la voce narrante in questo piccolo gioiello. E’ un grande omaggio all’amicizia, che in questo romanzo si vede così pura e innocua, come ormai è raro incontrare. Entrambi protagonisti ne sono emozionati e intimiditi, orgogliosi e spaventati di quello che li lega. Che oggi, nel 2016, potrebbero essere scambiati per una coppia, perchè oggi, l’amicizia è diversa. Ma anche l’amicizia del 2016 rischia di spezzarsi per stessi motivi dei nostri due protagonisti – la GUERRA.
amico ritr-itLa differenza fra i due, piano piano viene bruttalmente a galla, e sconvolge le due vite innocenti. Tanto da portare la rabbia. E di conseguenza separarli definitivamente, per tanti anni, in cui l’orgoglio di uno faceva che non cercasse l’altro. L’ultima frase del libro fa mancare il fiato.

 

Film: Il film è del 1989, in bianco e nero. Segue molto bene il libro, le differenze che ci sono non distrurbano più di tanto alla storia originale scritta.