“The Help”

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Autore: Kathryn Stockett
Titolo originale: The help (L’aiuto)
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 10 febbario 2009
Film: The help 2011

Dopo “The hate U give” un altro romanzo intenso sul razzismo.
Ne ho sempre sentito parlare molto bene di questo libro, e sull’onda della lettura precedente mi sono buttata in questa avventura.

Trama: È l’estate del 1962 quando Eugenia “Skeeter” Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l’altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all’amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.

Una libro magnifico.
Si entra a far parte della storia sin dal inizio. I personaggi sono tutti perfetti: nel aiuto_vecchia edizionepositivo e nel negativo. Si vuole bene a Minny, fa tanta tenerezza Aibileen e si odia Hilly.
Interessante la scelta di narrazione. Abbiamo 3 voci femminili: Aibileen, Minny e Skeeter. Che si intrecciano perfettamente fra di loro.
Ho provato molto affetto per Aibi, spesso avrei voluta abbracciarla.
Minny mi ha fatto tanto sorridere, grandissima donna. Ed incredibile come le donne come lei sopportino la violenza domestica.
Skeeter. Grande esempio di non mollare mai, di seguire il proprio sogno. Che nel suo caso si è rivelato non solo un sogno, ma una grande rivoluzione. Una grande voce.

Purtroppo di personaggi come Hilly il mondo è pieno nella realtà. C’erano negli anni 60, e ci sono anche ora. Una personalità veramente insoportabile. Fino alla fine.
Mi è piaciuta invece molto Celia Foot, per cui ho provato subito molta tenerezza, e dal suo comportamento non pensavo come Minny che la considerava scema, sapevo che c’era qualcosa dietro.

Raccapricciante il razzismo in quegli anni (con il nuovo presidente degli Stati Uniti mi chiedo quanto manca che si ritorni esattamente in quel incubo? Tanto lui è decisamente sulla buona strada!).
In questa storia Aibe e Minny, e tante altre donne, non sono solo domestiche. Sono domestiche nere nelle famiglie bianche. Dove in quelli anni una persona, di cui la pelle è di colore scuro, non poteva andare in ospedale dove c’erano i bianchi, non poteva nemmeno andare in biblioteca! Una cosa impensabile. Una cosa successa. E mi chiedo come in tutto questo disgusto “bianco” i propri figli venivano affidate con le donne nere. Donne che le riempivano d’amore e coccole.

<strong>Film. </strong>Nel 2011 è uscito film, che ho visto subito dopo aver letto il libro,  ho apprezzato molto. Mi è piaciuto il lavoro fatto, attori scelti e la recitazione. Aibileen e Minny sono perfette. Il personaggio di Skeeter è un po’ diverso dell’attrice scelta, ma va bene lo stesso. L’unica cosa che mi è dispiaciuta e la storia di Constanine, che immagino per la questione dei minuti è stata accorciata e hanno cambiato un dettaglio molto importante (ma accettiamo anche questo, dai). 

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“Distorted Fables”

Distorted Fables

Autore: Deborah Simeone
Titolo originale: Distorted Fables (Favole distorte)
Casa editrice: Mondadori
Data pubblicazione: 21 marzo 2017

Qual’è argomento di cui si parla di più? Nei libri, nelle canzoni, nei film? L’amore. Che sia una storia bella, o una storia tragica è sempre l’amore l’argomento. L’amore che sognano tutti di incontrare prima o poi, alcuni ne hanno paura, qualcuno riesce anche a giocare a suo favore. L’amore è in ogni casa.. anche quando manca.

Trama: C’era una volta, in un tempo non troppo lontano, una principessa dai lunghi capelli biondi e dai grandi occhi scuri… Che sia chiaro: la protagonista di questa storia non è la solita principessa delle fiabe. Non è né magra né alta, e neppure bella da far girare la testa. E poi con la gente è spesso intrattabile, dura e spigolosa, proprio come il suo nome, Rebecca. Per lei non ci sono castelli incantati, fatine o scarpette di cristallo, ma un monolocale umido in un condominio chiassoso, e lunghe serate passate in solitudine a guardare serie tv, con in grembo un gatto birmano e nella testa una valchiria-grillo parlante che la sprona a non darsi mai per vinta. Le cose cambiano, però, il giorno in cui Rebecca inizia a lavorare come portinaia in un bel palazzo nel centro di Milano. Qui, nonostante la sua avversione per i rapporti umani, la sua vita si intreccia con quella di alcuni condomini: un settantenne stravagante, ostinatamente aggrappato al ricordo della moglie, una giovane donna devota a un marito che la tradisce neanche tanto di nascosto e una ragazza stregata da un uomo freddo e calcolatore. Tutte fiabe d’amore, e tutte imperfette, come imperfetta è la vita di Rebecca, che ha smesso di credere al “vissero per sempre felici e contenti” nell’istante in cui il suo principe azzurro, anziché salvarla e poi giurarle amore eterno, l’ha mollata senza troppe spiegazioni a un binario della stazione. Ma chissà che Rebecca non scopra, anche grazie ai suoi nuovi amici, che proprio nell’imperfezione si nasconde il segreto per trovare qualche momento di vera felicità…

Nel 2017 il mondo continua ad essere pieno di princispesse, ma un pò diverse. Sono principesse moderne che portano i pantaloni, che hanno lavora, e non sempre sentono il bisogno del Principe Azzurro. A volte per scelta, altre volte perchè dopo aver amato una volta, non credono sia possibile una seconda occasione.

La principessa di questo romanzo è Rebecca, ah che bellissimo nome, mi piace la sua durezza e autorevolezza, dopo che le viene spezzato il cuore rifiuta ogni possibilità di “vissero felici e contenti” e comincia una dura lotta. Ma contro chi? Chi, se non contro se stessa. Nella sua mente nasce una voce, che disturba anche la lettura, perchè si intromette e la sua presenza urta. Urta il lettore, tanto quanto urta Rebecca, che non riesce proprio ad eliminarla. E proprio così impara a conviverci.

Passano gli anni e vediamo Rebecca sempre alla ricerca del perchè la sua storia con Principe Azzurro sia finita così all’improvviso, non capisce dove ha sbagliato. Verrebbe voglia di scuoterla e dirle “Ripigliati! Sono passati ormai un paio d’anni, devi andare avanti. Non hai sbagliato in nessun modo!”. Ma l’amore è così. Ci siamo passati tutti quella sofferenza, che sembrava una corda sul collo con cui la vita ci giocava tirando di tanto in tanto. Non esiste la ricetta di guarigione. Non esiste il tempo giusto. Che siano 5 mesi, o 5 anni. E non c’è davvero modo di aiutare un cuore spezzato a guarire, tutto dipende da noi stessi. E una volta usciti dal tunnel, è sorprendente, sorridere non fa più male, anzi riusciamo proprio a ridere di noi stessi se ci voltiamo a guardare a quanto siamo stati male. Ne portiamo le cicatrice, ma non c’è più davvero quel dolore. Forse è come il dolore del parto? Si dice che una volta partorito, dopo un paio di giorni, la donna dimentica il dolore provato. Forse la stessa teoria vale anche per il cuore spezzato, una volta superato del tutto il dolore.

“Puoi avere un uomo, puoi avere l’amore, ma un’amica a cui raccontare tutto e da cui essere capita al cento per cento è più difficile da trovare rispetto al grande amore.”

Quindi in questo romanzo assistiamo alla lenta guarigione di Rebecca, ma il romanzo non è la classica storiella di un amore finito, è ben scritto. Il romanzo è pieno di personaggi a cui ci si affeziona. Impossibile non provare affetto per il vecchio signor Parini. Veramente un personaggio che colpisce con la sua tenerezza. E cosa dire della, inizialmente fastidiosa, Crimilde? Una guerriera senza quale non potremmo mai farcela.

La storia scorre, e le pagine sono piene, ti saziano e ti lasciano sodisfatto.
Secondo me ottimo debutto per l’autrice.

Copertina: Me ne sono innamorata appena l’ho vista! E’ così “distorta”!

Curiosità: Deborah Simeone nasce su una pagina di Facebook, infatti il suo libro porta il nome della pagina con cui è diventata famosa. Dopo Susanna Casciani con il suo libro “Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore”  è un’altro piacevole sogno che si avvera . Sono veramente felice vedere i sogni che diventano la realtà.

P.s. – inizialmente ho pensato molto al romanzo “L’eleganza del riccio”, perchè entrambe le protagoniste sono portinaie, amanti dei gatti, del caffè/tè.. ah beh, e tutte due scorbutiche, senza peli sulla lingua. Chissa che Rebecca se continuasse a mugugnare, non possa diventare Reneé, solo leggendo il romanzo lo si scoprirà.

 

“Storie della buonanotte per bambine ribelli”

storie della buonanotte per bambine ribelli
Autore:
Francesca Cavallo e Elena Favilli
Titolo originale: Goodniht stories for rebel girls
Casa editrice: Mondadori
Data pubblicazione: 6 marzo 2017

Piano piano questo libro sta entrando sempre in più case. Inizialmente l’ho notato sui social, poi ho visto veramente tantissime copie nella libreria di Mondadori. Poi lessi la polemica fatta dalla scritrice Michela Murgia. La quarta volta l’ho preso senza pensarci.

Questo libro è straordinario, un piccolo gioello. Molti lo comprano per i propri figli, io l’ho preso per ME, eppure anche il mio compagno non resiste al fascino di questo libro. E quante volte quante volte avrei voluto fargli leggere qualche libro a me piaciuto, ma c’è mai stato nulla da fare. Invece adesso sono due sere dopo lavoro che mi chiede di leggere almeno un paio di pagine, e quando legge, a parte che non resisto a fargli qualche scatto, la cosa che mi emoziona e sentirlo esclamare “Ma dai!” oppure “Wow” in una storia o in un’altra.

“Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie” Michaela DePrince

Questo piccolo grande libro oserei definirlo grande protesta contro il maschilismo, che ancora nel 2017 abbiamo, per quanto assurdo possa sembra. Nonostante le donne d’oggi portino i pantaloni, guidino l’auto e hanno il diritto di voto ancora sentiamo dire “Ma sei una donna, ed è una cosa da uomini!”. La domanda è: chi l’ha deciso?

E’ un libro da regalare ad ogni bambina che cresca credendo in se stessa e nei suoi sogni. Che deve sapere che anche se cade, si deve rialzare e andare avanti. Non si deve abbattere mai.
E’ un libro per i bambini che crescano sapendo di non essere in nessun modo superiore alla bambina, sua amicha in asilo o scuola. Che la donna deve essere rispettata, e al posto di farla cadere, porgerle la mano per aiutare a rialzarsi.
E’ un libro che deve avere ogni donna, ogni sognatrice perchè deve sapere che può farcela!
E infine, è un libro anche per gli uomini.. forse un pò per fargli vergognare.

“Sopratutto, non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì” Rita Levi Montalcini

100 vite di donne straordinarie è pieno di donne da tutto il mondo, di tutte le religioni e di tutti i colori e di tutte le età. E’ stato sorprendente per me trovare alcune protagoniste molto più giovani di me, alcune sono minorenni.

Le Donne devono sapere di essere libere, devono sapere che possono essere tutto quello che vogliono!

Per completare la bellezza del libro, ogni storia è accompagnata dal ritratto del personaggio di cui si legge. Disegni tutti molto belli, impossibile non innamorarsi.

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“Dopo di te”

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Autore:
  Jojo Moyes
Titolo originale: After you
Data pubblicazione: Maggio 2016
Casa Editrice:
Mondadori

Il romanzo “Dopo di te” è il sequel di “Io prima di te”, ma chi è che non sa dell’esistenza del primo romanzo?

Trama: Quando finisce una storia, ne inizia un’altra.
Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?
Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata.
È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.
A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.
Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.
Questo romanzo appassionante e mai scontato è l’attesissimo seguito del bestseller internazionale Io prima di te. Jojo Moyes ha deciso di scriverlo dopo che per tre anni è stata letteralmente sommersa dalle lettere e dalle e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto l’indimenticabile protagonista Lou.

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Dopo tre anni dall’uscita di “Io prima di te”, autrice pubblica il seguito . Qualcuno ne è felice, qualcun’altro si chiede ancora che bisogna c’era di farlo.
Ancora prima di leggere il libro lo difendevo  dai commenti negativi. Alla domanda sul perchè scrivere il continuo ho sempre risposto che la vita va avanti. Va avanti la nostra, anche quella di Lou. Di Lou che ha perso Will.

Dopo-di-teMa ahimè, una volta cominciato a leggerlo ho compreso tutti quei commenti letti. Non è rimasto nulla della Lou che abbiamo conosciuti tutti. La Lou nel seguito è triste e svogliata, va avanti per enerzia. E se alla fine di “Io prima di te” vediamo che lei accetta la scelta di Will, nel seguito lo incolpa. Grida al cielo, e lo manda in quel paese. Questo mi ha amareggiato tanto, quindi non ha capito veramente come si sentiva Will. Lo chiama egoista, ma forse egoista è lei?
L’improvvisa comparsa di Lily, nonchè la figlia di cui non sapeva nulla Will (non prendetelo come grosso spoiler, a me aveva incuriosito proprio questa parte della trama e che mi ha convinto leggerlo il prima possibile), dà una scossa alla vita di Lou ( ma proprio bella grossa). Ma Lily appare come un personaggio odioso, e anche tutta la sua famiglia. Tante cose inaccettabili, che mi hanno inorridito.
Fanno amarezza anche i sogni di Lou, per quanto fosse rimasta sempre nella sua piccola città, lei aveva dei sogni, anche se non li ammetteva oppure ci rideva su. Qui la vediamo accontentarsi di un nuovo lavoro che le appare al orizzonte, e che viene presentato come la sua grande ambizione! Ma davvero?? Hey Lou, ma dove sei finita?

Non consco altri libri dell’autrice, ma questo sembra scritto da un fan.
E la cosa più spaventosa, il finale è aperto. Aspettatevi il terzo libro. Io intanto tremo al pensiero del film quando decideranno di farlo (perchè lo faranno, lo faranno). dopo-di-te_julie-buxbaum

P.S. Molte persone si aspettavano molto qualcosa del primo libro, io l’ho letto assolutamente distaccata. Sapevo che sarebbe stata un’altra cosa. Osiamo dire un nuovo libro, ma è pessimo lo stesso . Non per la parte molto “telenovella”, perchè la vita è piena di sorprese, non sapete cosa vi aspetta dietro l’angolo e se non è successo a voi, non vuol dire che è solo nelle soap-opere.

Curiosita: Esiste già un libro con lo stesso titolo scritto da Julie Buxbaum, pubblicato da Piemme pubblicato nel 2010, che non ho letto ma da qualche parte ce l’ho 🙂

“Io prima di te”

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Autore:
Jojo Moyes
Titolo originale: Me before You
Casa Editrice: Mondadori
Anno pubblicazione:  2013

 

Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

Per anni ho ignorato questo libro, anche se ha sempre attirato la mia attenzione. Ogni tanto lo prendevo in mano, lo sfogliavo e lo rimettevo. La trama, Will… mi rispengevano. Classica storia, non ne avevo voglia. Poi col tempo ne parlavano tutti, ma tutti, e l’antipatia per il libro è cresciuta ancora di più. Nel frattempo ho visto il film “Quasi amici” che ho amato, e amo tutt’ora – bellissimo. E quindi nella mia testa dicevo che il libro di Jojo è simile, solo ovviamente con la storia d’amore in mezzo. Quando è arrivato il film ho insistito per l’acquisto del libro… ma nemmeno lì. Finchè una notte non ho sognato Lou e Will in una spiaggia, così carini e dolci, e così pieni d’amore. Il giorno dopo acquisto il libro ed entro nella storia. Poi con sorpresa scopro una scena sulla spiggia, wow.

Credo di essere prorio una delle poche che ancora non l’aveva letto. Ed ora mi trovo qui, dopo 3 mesi che l’ho terminato, e ho ancora gli occhi a cuoricino.

E’ una storia che abbiamo sentito già mille e mille volte. Classica storia dove lui bello e ricco e lei carina e povera. Lui bloccato sulla sedia a rotelle, Lei la sua assistente.
Ma l’autrice è riuscita renderla diversa, e in quache modo unica questa storia. Lou piace subito sin dalle prime pagine, lei fa ridere, e fa tanta tenerezza. Will scorbutico al inizio, dolce dopo. Le pagine sono piene di vita. Di vita che Will non può più vivere, causa l’incidente; di vita di cui Lou ha un pò paura, e si nasconde nel suo paesino, ignorando quanto il mondo sia immenso e bellissimo da girare, sopratutto da vivere.
Le pagine sono piene di risate, e sorride anche Will. Ma niente lo farà camminare di nuovo, e questo per lui non è vivere. Le pagine sono piene di dolore, quando Lou parla con sua sorella per una cosa che le è successa, e quel ricordo la blocca. I genitori di Will che si dividono fra di loro, si perdono, tanto è grande il dolore.

Sapevo come sarebbe finita la storia, eppure leggendo speravo che tutto potesse cambiare. Non è forse già questo il segno che il libro è fatto bene?
Tutti ti peparano a questto libro avvisando di tenere i fazzoletti vicino, eppure io, che ho due rubinettu al posto degli occhi, non ho pianto. Ero arrabbiata, ero triste. Ma non si può giudicare, ma solo accettare.

Will chiede solo una cosa a Lou – VIVERE.

Film: Esce finalmente oggi, 1 settembre, nei cinema italiani. Dopo l’annuncio che sarebbe uscito a giugno, e poi spostato a settembre, io non ho resistito e l’ho visto su internet, perchè è uscito ovunque nel mondo, tranne che in Italia.
Al inizio del film ero così tanto concentrata, ho dovuto sgridare me stessa. “Rilassati”, mi sono detta, perchè non facevo che confrontare libro – film. Dopo di che, mi sono sciolta completamente.

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Il film è accompagnato da una colonna sonora struggente.

me before you2Attori: Io non conoscevo nessuno dei due a cui hanno affidato i ruoli principali, ma ho saputo che sono comunque conosciuti. Entrambi sono perfetti per il ruolo. L’attrice Emilia Clarke è stata perfetta nei pannidi Lou, l’ha saputo interpretare divinamente. Non riesco a immaginarla in quache altro ruolo, se non comico. Sam Claflin intepretare un ruolo solo con la mimica non è una cosa da poco. Poi gli vedo così bene insieme, vorrei un’altro film insieme.

 

Copertina: Ovviamente con il film in arrivo il libro ha cambiato l’immagine e si è vestito di rosso, riprendendo la locandina del film.

Dopo-di-teSeguito: Poco prima che uscisse il film l’autrice ha pubblicato il seguito “Dopo di te”, che racconta la vita di Lou dopo Will.
Stasera mi sa che rivedo il film per 3 volta.. Oops, o è la 4?

Buona visione a tutti!

“Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore” di Susanna Casciani 

Autore: Susanna Casciani
Anno pubblicazione: 22 marzo 2016
Casa editrice: Mondadori

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Mi sento come se si fosse realizzato il mio sogno, ma forse un pò si è avverato per davvero. “Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore” nasce come un gruppo 5 anni fa sul famoso social Facebook, dove Susanna scriveva, dove parlava d’amore. Dove si sfogava. Non hai mai smesso di scrivere, e non hai mai cercato il successo, era semplicemente il suo estremo bisogno, quello di scrivere. La sua storia, di Susanna, è un pò come una favola. Semplice ragazza, modesta, con qualche paranoia che la può rendere strana, o speciale agli di qualcun altro, pubblica un libro senza averlo mai sognato. Quando aveva annunciato l’uscita del libro ci sono state tante grida di gioia da parte dei suoi follower, tra cui faccio parte anche io. Il giorno dell’uscita del libro ero emozionata, come se a scrivere il libro fossi stata io. E so che non sono l’unica a essermi sentita così, perché questo libro veramente non è di solo Susanna, ma di tante altre ragazze, donne che si ricordano di aver sofferto. C’è ognuna di noi in quel libro, e tutte sono felice di avere la versione cartacea della propria storia, per poterla abbracciare, e stringere forte. Da cui nonostante il dolore, trarre la forza.

Trama: C’erano una volta un ragazzo e una ragazza. C’erano una volta perché adesso non ci sono più. Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l’idea. Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l’avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio. Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c’era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette, perché stavolta, in quella storia, ci aveva creduto talmente tanto da sentirsi quasi adatta a un futuro felice. Per questo, per la prima volta in ventisette anni, decise di iniziare a tenere un diario segreto, che poi, a voler essere davvero sinceri, altro non era che un modo per continuare a parlare con lui.”

Ed eccoci qui. Il libro si presenta in forma di diario che scrive la protagonista, scrive a lui, a lui che l’ha lasciato, ma ne sente il bisogno. Scrivere, le rimane come unica possibilità di parlargli. Ed è così che siamo testimoni dell’abbandono, di come vive il cuore, che è stato appena spezzato. Diario che spesso si presenta ad ORE. Perché quando il cuore viene spezzato, il minuto sembra un’eternita, e quindi sopravivere a 24 ore, sembra un miracolo.

“12 ore dopo la fine. Sono ancora viva e mi sembra impossibile. Ero convinta che avrei smesso di respirare, che mi sarei addirittura smaterializzata, senza di te, che sarebbe stato troppo da sopportare, invece eccomi qui. Più o meno.”

E’ un libro per un’anima ferita, è un libro per chi porta un cerotto sul cuore. Per chi ha già superato, e non si ricorda più nulla. A qualcuno questo libro apparirà noioso, fiacco e poco.. Poco. Mentre altre persone faranno fatica a chiuderlo, e rimetterlo nella propria libreria. Molte anime, sono sicura, lo terranno ancora per pò sul comodino affianco al letto.

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Musica: Per questo libro c’è una colonna sonora perfetta. Per soffrire fino in fondo.
Partiamo da Lover, You Should’ve Come Over e ascoltiamo il resto dell’album.

“Foto/grammi dell’anima”

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Autore:
Massimo Bisotti
Anno pubblicazione: 2013
Casa editrice: Edizioni Psiconline

Per la prima volta il libro viene pubblicato con la Casa Editrice specializzata in psicologia, nella collana “A tu per tu”, una Collana dedicata alla vita, alle esperienze, ai sentimenti che si svelano nell’incontro con la psicologia. Per conoscere meglio la casa editrice ecco il sito ufficiale : http://www.edizioni-psiconline.it/  Credo che sbircerò altri titoli. Ho sempre amato la psicologia.
fotogrammi_mondadoriDopo il successo ottenuto con il libro “Il quadro mai dipinto” il primo libro viene ristampato dalla Mondadori con aggiunta dei disegni, che acompagnano ogni fiaba presente nel libro.
Il libro è una raccolta di piccole fiabe, dove troviamo un’ape Regina, che scopre che la ricchezza è nelle piccole cose. Dove una bambina incontra un demone, ma non significa che è un personaggio malvaggio, ci insegna che il Male può portare la maschera del Bene. Abbiamo un’ombrellaio a cui viene detto che i cambiamenti dipendono da noi, e non dagli altri. E tanti altri bellissimi personaggi. Un piccolo libro per la buona anima. Chissà che non possa aiutare veramente a qualcuno superare le difficoltà.
Nella nostra vita quotidiana siamo sempre ormai di corsa. Con la testa abassata e lo sguardo sui nostri piedi, o sul cellulare, e quante cose ci perdiamo. Ogni giorno, perdiamo un pò noi stessi. Si dovrebbe parlare più spesso della nostra anima, di come la stiamo spegnendo. E che alzare gli occhi al cielo è un gesto semplicissimo, e anche se dovesse piovere, può regalare lo stesso una gioia. Se solo ci ricordassimo come si guardano le cose.

…Capì che in questo mondo siamo tutti di passaggio e che bisogna gioire dei momenti belli, che la vita è fatta di attimi e tutto si può stravolgere di colpo.

 

…Perchè vedi fanciulla, il contrario dell’Amore è il Niente.

 

Novità: L’autore non resiste e confida ai suoi fan su Instagram la data in cui uscirà il suo nuovo libro dal titolo “Un anno per un giorno” che sarà il 10 maggio.

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