“Facciamo finta che non sia successo niente”

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Autore: 
Maddie Dawson
Titolo originale: The stuff that never happened
Casa editrice:
Giunti
Anno pubblicazione:
2012

Sempre amato la copertina di questo libro. Comprato tanti anni fa, credo proprio per la copertina 🙂

Trama: In una normalissima mattina di febbraio, mentre si aggira con il carrello al supermercato, Annabelle McKay sente la vita crollarle addosso e scoppia a piangere in modo incontrollabile. Apparentemente non c’è nessun problema per cui valga la pena sentirsi così: ha un matrimonio invidiabile, due splendidi figli, una bella casa fuori città e un gruppo di amici fidati da invitare a cena. Ma in un solo momento si rende conto che sono ventotto anni che finge di ignorare quello che è successo all’inizio del suo matrimonio, quando si è innamorata di un amico di suo marito e l’ha tradito. E così a cinquant’anni, ora che i figli vivono fuori casa e quello che resta è il silenzio assordante e le distanze quotidiane, Annabelle si accorge che la forza di quell’amore è ancora terribilmente viva.

StuffThatNeverHappened1-197x300Una storia molto reale, che, secondo me, si nasconde in molte coppie. Ma ci sono diversi modi per raccontarlo.
Per questo il romanzo non è nulla di eccezzionale. Scrittura semplice, a volte un pò lenta. Storia prevedibile. Ma non per questo un libro da buttare. Io che leggo tanti libri non è facile colpirmi, ma per tanti altri lettori sarà sicuramente una lettura piacevole. Magari per le persone con un grande e lungo matrimonio sulle spalle, dove la donna potrà ritrovarsi nella noia della vita quotidiana, e Annabelle potrà diventare un’amica del cuore. Nonostante il tradimento di Annabelle nella storia, la scrittura non appare piccante, anche se forse l’autrice ci ha provato.
Una volta finito il libro lo si chiude e si dimentica. Ottimo come lettura sotto l’ombrellone, poco impegnativo, e se gocciola il gelato sopra è poco male.

 

“Se chiudo gli occhi” Simona Sparaco

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Autore:
Simona Sparaco
Prima pubblicazione: 2014
Cas Editrice: Giunti

E’ stato il libro con cui ho deciso chiudere il 2016.
Per la trama delicata spesso ne ho rimandato la lettura, poi invece mi decisi, perchè forse insieme alla storia volevo lasciare nel passato anche dell’atro.

Trama: Viola nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. Abiti di una taglia sempre troppo grande, un lavoro che non le dà alcuna soddisfazione e ben lontano dalle sue passioni di bambina, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l’amore non c’è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando rullini di gente infelice al centro commerciale, si fa largo tra la folla un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l’età: è suo padre, l’artista famoso, l’irregolare, l’eterno bambino. È tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nelle Marche, la loro terra d’origine, e per dirle una cosa molto importante. Ma come fidarsi un’altra volta dell’uomo che l’ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione è troppo forte e Viola accetta. Un segreto custodito per anni condurrà padre e figlia alle pendici dei Sibillini dove Viola sarà travolta da una nuova forza e una nuova luce, proprio come il cielo di quei posti. È un viaggio magico se il prezzo della felicità è abbandonarsi con gli occhi chiusi al potere della vita e all’amore che è pronto ad accoglierci.

Mi duole tanto nel dire che il libro non mi è piaciuto. Tutto sta, come dicevo prima, visto il tema delicato, che avevo tante aspettative. Forse cercavo delle risposte, del sostegno. Che non ho avuto, perchè sono totalmente diversa dalla protagonista Viola (.. o forse no, ma me lo nego?). Sta di fatto che molte cose successe, in molte cose mi sarei comportata diversamente, e quindi questo mi ha allontonato totalmente dalla storia. Ed anche alla fine, a differenza di Viola, non riesco perdonare suo padre.

Ma in questo romanzo c’è un’altra storia, e se togliamo di mezzo Viola, è una storia d’amore tormentata, che non si è mai spenta nel cuore dell’uomo verso la donna che lui perse. Peccato che proprio Viola sia stata a pagare tutti i problemi che hanno avuto i grandi.
Forse questo romanzo doveva essere raccontata dall’uomo, e non dalla sua figlia.

E poi c’è un bellissimo viaggio nei monti di Sibilla, con una sua storia forte, e un pò magica.
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Mi fa ridere dirlo, ma con questo libro Simona ha provato a fare i viaggi che di solito fa Pauolo Coelho?

Come dice il sottotiolo del nome del blog “I libri rispecchiano quello che siamo”, è una frase in cui credo tanto. In ogni libro, che possa essere anche un thriller o storia horror, noi troviamo i piccoli pezzi di noi, per questo un libro alla fine ci piace oppure no, perchè in ogni libro troviamo qualcosa di nostro. Quindi bisogna farci attenzione quando una persona parla del suo libro preferito, perchè in esso, non c’è solo un semplice romanzo, ma molto di più.

Addio 2016.

Buon 2017 caro blog, rieccoci dopo le feste.
Nonostante il tempo senza scrivere, le letture di certo non si sono fermate. Ho finito l’anno con Simona Sparaco e il suo libro “Se chiudo gli occhi”, di cui presto parlerò. E il nuovo anno ho cominciato con il libro che mi ha regalato mia zia, sapeva quanto lo desideravo “Una lepre con la faccia di bambina”, la lettura del quale mi ha portato in un vortice di pensieri, tanta tristezza e tanta rabbia. Ne ho letto anche un’altro che ho trovato orribile da far ridere.

Ripensando al 2016, mi giro e ripenso ai libri letti.
In totale sono stati 40 libri.Ci sono stati dei libri belli, ma anche di quelli brutti.
Tra i titoli belli mi vengono 4 in mente:
1) perdersi“Perdersi” di Lisa Genova di cui non sono riuscita a parlare, causa un tema così difficile e delicato. Un libro sicuramente da rileggere nel futuro. Ricordo che questo libro adesso si trova in vendita con un altro titolo “Still Alice” a causa dell’uscita del film con Julianne Moore.

2) equazione-di-un-amore“Equazione di un amore” di Simona Sparaco un’altro libro di cui non sono riuscita a scrivere una riga. Questo proprio mi ha sviscerato dentro per la sua storia, che non mi è lontana, anche se piano piano la sto superando. Il ricordo del libro è legato anche all’incontro con l’autrice. Splendida donna.

3) “Niente” niente_janneteller di Janne Teller invece lo vorrei far leggere a tutti. Ai bambini dai 10 anni, agli adolescenti, agli adulti. A quelli che hanno figli, ma anche quelli che non ne hanno. Agli insegnanti, e ai commessi. Perchè è un libro che deve essere letto, sopratutto nei nostri giorni, proprio ora più che mai (mentre il libro risale a 17 anni fa).

4) il-regalo“Il regalo” di Eloy Moreno, autore spagnolo, che con terzo libro scava dentro di noi umani,  per mostrarci come stiamo diventando in un modo o nell’altro sempre più disumani. Questo libro è veramente un piccolo regalo, che dovrebbe aiutare ad aprire gli occhi.

Invece di quelli brutti, ne seleziono solo uno, nonostante avessi un paio di altri titoli,life-and-death ma quello che ho scelto, l’ho trovato veramente una presa in giro. Si tratta di “Life & Death” di Stephany Meyer. Una copia e incolla del suo primo libro che l’ha portato ad un successo esagerato. Per l’anniversario aveva pensato di fare un regalo con questo libro qui. Una cosa così non ho mai visto in editoria, e spero che non si ripeta mai.

Ancora un auguri di Buon anno nuovo a tutti i lettori, a quelli fissi e a quelli capitati per caso. Spero che quest’anno ne porti di nuovi, e tanti. Scambiarsi le opinioni sulla passione che può unire le persone, non c’è niente di più bello.

Buone letture a tutti ❤

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“Un sogno tra i fiocchi di neve”

Autore: Corina Bomann
Casa editrice: Giunti
Data pubblicazione: novembre 2014
Paese: Germania

Trama: Fin da bambina, Anna non ha mai potuto sopportare il Natale, con tutto il suo corredo di luci colorate, dolci, regali e preparativi frenetici. E anche adesso che è una giovane donna, l’unico modo per superarlo è cercare riparo in qualche località esotica. Ma quest’anno sottrarsi sembra proprio impossibile: il suo adorato fratellino Jonathan le ha strappato la promessa di raggiungerlo per festeggiare con tutta la famiglia, compreso l’insopportabile patrigno. E così, il 23 dicembre, Anna salta su un treno stipato di gente alla volta di Berlino. Un attimo di assopimento – o meglio, quello che sembra un attimo – e si ritrova in una desolata stazione sul Mar Baltico, nel cuore della notte e nel pieno di una tormenta di neve. Impossibile tornare indietro, nessun treno riparte a quell’ora. Ad Anna non resta che chiedere un passaggio a chi capita e affidarsi alla sua buona stella, perché i personaggi che popolano la notte – si sa – sono tra i più disparati: l’autista di uno spazzaneve, un camionista polacco, tre stravaganti vecchiette che appaiono e scompaiono, e un surfista-psicologo-rasta piuttosto attraente…

Una bufera di neve. Un treno in viaggio verso il Baltico e un bambino da rendere felice. Una storia che vi farà sognare.

un sogno tra i fiocchi di neve

Un libro che mi ha prestato la mia collega e amica.

Uno di quei libri che non pesano per la loro leggerezza. Una storia semplice, scorrevole e simpatica. Se non fosse che… La protagonista del romanzo, Anna Wagner, in tutto quel suo odio verso il Natale, per fare felice suo fratellino decide di passare le feste con la famiglia, e parte verso casa.. Ma con lei parta anche la sfiga. Incredibile! Non la molla un attimo, sembra quasi lei non debba arrivare a casa, oppure in tutte queste avventure, cioè volevo dire disavventure, Anna possa imparare qualcosa. Magari incontrare qualcuno; imparare a fidarsi; oppure capire qualcosa su se stessa, ed a tornare ad amare il Natale.
Tenere le tre anziane che incontra lungo il suo viaggio, e bellissime le loro storie. Ho dubitato fino alla fine che non fossero l’immaginazione della protagonista 🙂 Ogni persona che ha incontrato, nel bene e nel male amava il Natale, e ci teneva a passarlo con la propria famiglia, ma magari non poteva per questione di lavoro.

Curiosita/Coincidenza/Sfiga: Durante la lettura mi sono sentita molto come la protagonista, non perchè odiasse il natale, o che fossi impegnata nello studio per l’università. No. Frustata per la sfiga, che aveva deciso di diventare anche la MIA ombra. Per una settimana intera ho avuto le disgrazie. Ogni giorno succedeva qualcosa. Per arrivare a questo fine settimana, come se avesse vissuto un mese e non una settimana. Fisicamente, emotivamente sconvolta.

Quando ho riportato il libro alla mia amica, non ne era tanto contenta. Perchè avevo condiviso con lei le mie disavventure, e glielo fatto credere che fosse la colpa del libro. Abbiamo riso tanto su questo. Ma l’ombra rimane.