“La bambina con il cappotto rosso”

la bambina con il cappotto rosso

Autore: Kate Hamer
Titolo oroginale: the girl with red coat
Casa editrice: Einaudi
Data pubblicazione: 2017

Ho finito di leggere il libro con qualche lacrimuccia, e pensare che all’inizio quasi non mi piaceva. Poi mi ha preso, e capitolo dopo capitolo mi spezzava sempre di più il cuore.

Trama: Carmel ha otto anni, i capelli ricci che spuntano in fuori come pistilli di un soffione, un cappottone largo del suo colore preferito. Secondo la maestra si scorderebbe anche la testa, se non l’avesse attaccata al collo. Ma per la madre Beth i suoi momenti d’assenza sono esercizi di fantasia, fughe di una mente affamata di storie. Ecco perché un pomeriggio, durante un festival di storie per l’infanzia, Carmel crede anche a quella che le racconta un distinto signore con gli occhialetti tondi. Sua madre ha avuto un incidente, e lui è il nonno che la bambina non ha mai conosciuto e che si prenderà cura di lei per un po’. Mentre Beth continua a cercarla senza arrendersi, Carmel diventa una delle tante ragazzine scomparse che affollano le pagine di cronaca: con l’unica differenza che non sa di essere stata rapita. Tradotto in sedici paesi, La bambina con il cappotto rosso è una trascinante favola nera sulle storie che ci raccontiamo per sopravvivere ai dolori piú grandi – e su quelle che invece possono materializzare le nostre peggiori paure.

Come fanno i genitori, come fanno le mamme a sopravvivere ad una tale tragedia, io proprio non lo so. Solo il pensiero mi fa mancare l’aria.

Per tutta la lettura vediamo una madre disperata, che si incolpa dell’accaduto. Ed una bambina, che crede che sua mamma è morta e il papa non la vuole più e quindi ha solo questo signore, che dice di essere suo nonno.
Terribile situazione. La bambina non può fare niente, sente che è rimasta sola e che ha solo il nonno. Il nonno un po’ strano, ma pur sempre suo nonno, che non ha mai avuto a causa del litigio fra la mamma ed i nonni tanti anni prima. Anche se spesso ha paura di lui, è felice di averlo.

Terrificante il tempo che passa, e il mondo che va avanti –  inconcepibile per una madre che ha perso sua figlia. E doloroso, sopratutto quando anche lei se ne accorge di poter proseguire con la propria vita. Non perde mai la speranza di rivedere sua figlia, non accetta l’invito di cambiare casa “No, e se tornasse qui?”, e va avanti raccogliendo i pezzi della sua vita spezzata.

Nel frattempo Carmel, la bambina scomparsa a 8 anni, cresce e si trova a fare quello che le dice di fare il nonno. Un nonno fissato con il Dio, un nonno convinto del potere delle mani della bambina, tanto che anche lei comincia a crederci. Un nonno con i segreti, di cui purtroppo non scopriremo mai l’esatta storia.

Una volta finito il libro si hanno gli occhi lucidi. Ma poco dopo vorresti altre pagine. Ancora. Ancora. Perché vorresti sapere ancora delle cose, delle reazioni e sopratutto i segreti non svelati.

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